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Cronaca
11 Marzo 2026 - 09:32
Cuccioli che piangono tra sporcizia ed escrementi: scoperti in uno stabile abbandonato
Nel degrado di uno stabile abbandonato, tra stanze sporche e oggetti accatastati, c’erano sei piccoli malinois che piangevano. Poco distante, in un’altra stanza, la loro mamma. Separata da loro, chiusa senza alcuna possibilità di uscire.
È la scena che si sono trovati davanti, nei giorni scorsi, gli agenti della Polizia di Stato intervenuti nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino, dopo una segnalazione arrivata al 112 NUE. Alcuni residenti avevano notato due uomini trasportare dei cuccioli di razza all’interno di un condominio apparentemente disabitato. Un movimento insolito che aveva fatto nascere il sospetto che in quello stabile potesse essere in corso una compravendita illegale di cani.
Così le Volanti del Commissariato San Donato, insieme al personale dell’UPGSP, hanno effettuato un controllo nell’edificio.
Lo stabile, composto da quattro piani, si presentava in stato di completo abbandono: locali fatiscenti, masserizie sparse ovunque, ambienti invasi da sporcizia ed escrementi. Al secondo piano gli operatori, facendosi strada tra le stanze, hanno trovato i sei cuccioli di pastore belga malinois. Dormivano vicini tra loro, mentre la madre era stata chiusa in una stanza adiacente.


All’interno della palazzina è stato identificato un cittadino marocchino di 30 anni che ha dichiarato di essere il proprietario dei cani. Con lui c’era un connazionale, poi risultato estraneo ai fatti. Entrambi, però, erano irregolari sul territorio nazionale e non avevano ottemperato all’ordine del Questore di lasciare l’Italia.
I sette animali sono stati messi in salvo dagli agenti della Polizia di Stato. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Locale e, con la collaborazione del personale dell’ENPA, è stato accertato che la mamma malinois era provvista di microchip ed era intestata a una persona residente in un’altra provincia.
Per i due uomini è scattata la denuncia alla Procura della Repubblica per violazione della legge sull’immigrazione. Per il trentenne che rivendicava i cani si aggiungono anche le accuse per le condizioni in cui gli animali erano tenuti e per ricettazione.
Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari; pertanto vige la presunzione di non colpevolezza degli indagati fino alla sentenza definitiva.
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