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Cronaca

Tragedia a Coazze, donna trovata morta in casa: sospetto monossido di carbonio

Il corpo scoperto nella mattinata di lunedì in borgata Carrà. Inutili i soccorsi del 118, indagini in corso sulle cause delle esalazioni

Tragedia a Coazze

Tragedia a Coazze, donna trovata morta in casa: sospetto monossido di carbonio

Una donna italiana di 55 anni è stata trovata morta nella sua abitazione nella prima mattinata di lunedì 9 marzo 2026 a Coazze, piccolo comune della Val Sangone nel Torinese. Il dramma si è consumato in borgata Carrà, dove i soccorritori sono intervenuti dopo l’allarme lanciato per una persona che non dava più segni di vita all’interno dell’alloggio.

Quando i sanitari del 118 Azienda Zero sono arrivati sul posto, per la donna purtroppo non c’era ormai più nulla da fare. Il personale medico ha potuto soltanto constatare il decesso, avvenuto con ogni probabilità alcune ore prima del ritrovamento.

Dai primi accertamenti effettuati dai soccorritori e dalle forze dell’ordine, la causa della morte sarebbe riconducibile a esalazioni di monossido di carbonio, il gas inodore e invisibile che ogni anno provoca diversi incidenti domestici, spesso con conseguenze fatali. Gli investigatori mantengono comunque il massimo riserbo in attesa degli esiti definitivi dei rilievi tecnici.

Sul luogo della tragedia sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco. In particolare i pompieri del distaccamento di Grugliasco Allamano, insieme agli specialisti del nucleo NBCR – il reparto specializzato nella gestione dei rischi nucleari, biologici, chimici e radiologici – hanno effettuato controlli approfonditi all’interno dell’abitazione per individuare la possibile origine delle esalazioni.

Gli operatori hanno eseguito misurazioni ambientali e verifiche sugli impianti domestici, concentrandosi in particolare su caldaie, stufe o eventuali sistemi di riscaldamento che potrebbero aver prodotto il gas tossico. Il monossido di carbonio è infatti una delle principali cause di incidenti domestici durante la stagione fredda, soprattutto quando gli impianti non sono perfettamente funzionanti o quando i locali non sono adeguatamente ventilati.

Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Giaveno, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto nelle ore precedenti alla tragedia. I militari stanno raccogliendo informazioni e verificando le condizioni dell’abitazione per capire se si sia trattato di un incidente domestico oppure se vi siano altri elementi da chiarire.

Secondo le prime informazioni, la donna viveva nell’abitazione di borgata Carrà, una zona residenziale immersa nel verde delle montagne della Val Sangone. La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente nel piccolo centro, suscitando sgomento e tristezza tra i residenti.

Gli incidenti provocati dal monossido di carbonio continuano a rappresentare un rischio concreto nelle abitazioni italiane. Il gas, prodotto da una combustione incompleta di materiali come legna, gas o carbone, è particolarmente pericoloso perché non ha odore né colore e quindi può accumularsi negli ambienti senza che le persone se ne accorgano. L’intossicazione provoca sintomi come mal di testa, vertigini, nausea e perdita di coscienza, fino ad arrivare nei casi più gravi alla morte.

Proprio per questo gli esperti raccomandano controlli periodici degli impianti di riscaldamento e delle caldaie, oltre all’installazione di rilevatori di monossido di carbonio, dispositivi che possono segnalare la presenza del gas prima che la situazione diventi pericolosa.

Nelle prossime ore gli accertamenti tecnici dei vigili del fuoco e le verifiche dei carabinieri dovranno chiarire l’esatta dinamica della tragedia. Resta intanto il dolore per una morte improvvisa che ha colpito la comunità di Coazze e riporta ancora una volta l’attenzione sui pericoli nascosti all’interno delle abitazioni.

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