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Cronaca

Addio a Giorgio Musu, il “Bandà” della Val di Susa: morto a 82 anni dopo una caduta a Lerici

Era tra i protagonisti delle ferrate di Foresto e Rocca Clarì e del Ponte Tibetano di Claviere

Addio a Giorgio Musu, il “Bandà” della Val di Susa: muore a 82 anni dopo un incidente a Lerici

Addio a Giorgio Musu, il “Bandà” della Val di Susa: muore a 82 anni dopo un incidente a Lerici

È morto all’Ospedale San Martino di Genova Giorgio Musu, 82 anni, conosciuto in Val di Susa con il soprannome di “Bandà”. L’uomo era ricoverato da giovedì in gravi condizioni dopo un infortunio sul lavoro avvenuto a Lerici, in Liguria.

Musu, residente a Bussoleno, era una figura molto conosciuta nel mondo della montagna e dell’arrampicata in Val di Susa. Negli ultimi anni aveva contribuito alla realizzazione di alcune importanti infrastrutture dedicate al turismo montano, tra cui le ferrate di Foresto e di Rocca Clarì, oltre al Ponte Tibetano di Claviere, che gestiva durante la stagione estiva insieme ad alcuni collaboratori.

L’incidente è avvenuto giovedì scorso in località Monte Cappellano, nel territorio di Lerici. Secondo le prime ricostruzioni, Musu sarebbe caduto da un’altezza di circa tre o quattro metri mentre stava lavorando su un versante roccioso a ridosso di una strada sopra l’abitato.

Giorgio Musu

Nell’impatto avrebbe riportato un grave trauma cranico. Soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale San Martino di Genova, le sue condizioni sono apparse subito critiche. Nella giornata di ieri i medici hanno dichiarato la morte cerebrale.

Per decenni Giorgio Musu, per tutti “Bandà”, è stato un volto noto dell’alpinismo locale. Appassionato di arrampicata fin da giovane, aveva aperto diverse vie su roccia, alcune delle quali diventate itinerari classici nella zona della Valle Stretta, al confine tra Italia e Francia.

Con il tempo aveva trasformato la passione per la montagna in una vera e propria professione, continuando a lavorare a stretto contatto con l’ambiente alpino. Per molti anni era stato anche tecnico del Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese, diventando un punto di riferimento per numerosi appassionati e operatori del settore.

La sua scomparsa lascia un vuoto nel mondo della montagna piemontese, dove “Bandà” era conosciuto per la lunga esperienza e per il contributo dato allo sviluppo delle infrastrutture dedicate agli sport alpini.

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