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Cronaca
08 Marzo 2026 - 14:58
Venus, tre corse in ospedale e un addio che fa domande: la famiglia chiede verità sulla 43enne morta a Novara (foto di repertorio)
Una donna di 43 anni, Venus Vanadero Serrano, originaria delle Filippine ma residente da anni a Biella, è morta all’Ospedale Maggiore della Carità di Novara alla fine di settembre dopo le complicazioni di un aneurisma cerebrale. Ora la famiglia chiede che venga fatta piena luce su quanto accaduto nei giorni precedenti alla tragedia, quando la donna si era presentata più volte in ospedale lamentando forti dolori.

I familiari hanno presentato un esposto in procura e avviato una richiesta di risarcimento nei confronti dell’ASL Biella, sostenendo che una diagnosi più tempestiva avrebbe potuto forse cambiare il corso degli eventi. La vicenda è stata riportata inizialmente dal Corriere di Torino.
Secondo quanto ricostruito e riferito dal legale della famiglia, Nicola Bonino, il primo accesso al pronto soccorso dell’Ospedale degli Infermi di Biella risale al 18 settembre. In quell’occasione la donna lamentava forti dolori alla testa e alle tempie. Dopo una radiografia risultata negativa, i medici avrebbero ipotizzato una cervicalgia, prescrivendo antidolorifici e dimettendo la paziente.
Due giorni dopo, il 20 settembre, la situazione si è aggravata. Uno dei figli della donna l’ha trovata priva di sensi in casa e ha chiamato il 118. La 43enne si è poi ripresa, ma presentava problemi di equilibrio e difficoltà nel parlare ed è stata nuovamente trasportata in ospedale.
Il quadro clinico è peggiorato ulteriormente il 22 settembre, quando la donna è tornata per la terza volta al pronto soccorso. In questa occasione gli accertamenti hanno portato alla diagnosi: una Tac ha evidenziato la presenza di un aneurisma cerebrale.
A quel punto la paziente è stata trasferita d’urgenza all’ospedale di Novara, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico. Le sue condizioni però sono progressivamente peggiorate e, dopo circa una settimana trascorsa in coma farmacologico, la donna è morta.
Secondo i consulenti incaricati dalla famiglia, ci sarebbe stato un ritardo nella diagnosi che potrebbe aver contribuito all’aggravamento del quadro clinico. Si tratta tuttavia di un’ipotesi che dovrà essere verificata dagli accertamenti della magistratura, chiamata ora a stabilire se vi siano eventuali responsabilità nella gestione del caso.
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