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Cronaca
07 Marzo 2026 - 17:54
Incendio nel carcere di Asti. Poteva finire in tragedia
Momenti di forte apprensione nella tarda serata di ieri, 6 marzo, nel carcere di Asti, dove un incendio divampato nei locali della caserma agenti avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Solo la prontezza del personale di Polizia Penitenziaria ha permesso di evitare conseguenze ben più gravi.
Le fiamme si sono sviluppate nel sottoscala della caserma in cui alloggia parte degli agenti in servizio. Secondo le prime informazioni, nel locale sarebbero stati depositati in modo improprio detriti, tubi al neon e altro materiale di vario genere. Proprio questi materiali avrebbero preso fuoco, generando rapidamente una densa coltre di fumo che ha reso l’aria irrespirabile e creato una situazione di serio pericolo.

Leo Beneduci
A rendere ancora più critica la situazione sarebbe stata la presenza dei neon, che avrebbero potuto esplodere, provocando conseguenze potenzialmente molto gravi.
Determinante è stato l’intervento degli agenti, che accortisi del fumo hanno immediatamente dato l’allarme e sono intervenuti con gli estintori in dotazione, riuscendo a circoscrivere e spegnere l’incendio prima che potesse propagarsi.
Sul posto sono poi intervenuti anche i Vigili del Fuoco di Asti, che hanno effettuato le verifiche del caso e provveduto alla completa messa in sicurezza dell’area interessata dal rogo. Fortunatamente non si registrano feriti né conseguenze per il personale.
Resta però alta l’attenzione sui sistemi di sicurezza. Secondo quanto riferito dall’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), infatti, nessun allarme antincendio sarebbe scattato e non risulterebbero attivati rilevatori di fumo nei locali interessati.
«Preoccupa il fatto che, secondo le prime informazioni, nessun allarme antincendio sia entrato in funzione. È evidente che la situazione avrebbe potuto degenerare e che solo una fortunata coincidenza ha evitato il peggio», commenta il segretario generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, che ha chiesto verifiche sui sistemi di sicurezza della struttura da parte del V.I.S.A.G.
L’episodio riaccende così i riflettori sulle condizioni di sicurezza all’interno degli istituti penitenziari e sulle dotazioni a tutela del personale che vi opera quotidianamente.
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