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Cronaca

Guerra sull’eredità del capitano: assolto promotore finanziario

L’eredità comprendeva case, conti correnti e oggetti di valore

Guerra sull’eredità del capitano

Guerra sull’eredità del capitano: assolto promotore finanziario (foto di repertorio)

Si chiude senza colpevoli la lunga vicenda giudiziaria legata all’eredità di un capitano di marina di Pietra Ligure, al centro di una disputa familiare e giudiziaria durata anni.

Il tribunale di Cuneo ha assolto un promotore finanziario cuneese classe 1978, accusato di circonvenzione di incapace nei confronti dell’anziano comandante Delfino e della moglie. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe raggirato i due coniugi per ottenere un’eredità stimata intorno al milione di euro.

Il testamento contestato era stato firmato nel 2019, meno di un anno prima della morte dell’ex comandante della marina, allora 92enne. Nel documento i beni venivano destinati al promotore finanziario, mentre alla moglie sarebbe spettato soltanto l’usufrutto del patrimonio.

L’eredità comprendeva conti correnti, due abitazioni e diversi oggetti di valore, tra cui anche una collezione di zanne d’elefante.

La vicenda era emersa nell’estate del 2020, quando la vedova aveva raccontato la situazione al parroco di Pietra Ligure, don Giancarlo Cuneo. Il sacerdote era a conoscenza dell’esistenza di un precedente testamento, che indicava come beneficiario monsignor Ennio Bezzone, suo predecessore alla guida della parrocchia.

Secondo quanto emerso in aula, proprio monsignor Bezzone avrebbe presentato anni prima il promotore finanziario alla coppia. Entrambi, infatti, sono originari di Ceva, nel Cuneese.

Durante il processo il sacerdote ha spiegato di non essere stato informato del cambio di testamento fino alla morte dell’ex comandante.

Al termine dell’istruttoria anche il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, pur definendo la condotta dell’imputato “equivoca”. Le consulenze psichiatriche disposte durante il processo non hanno infatti rilevato condizioni di demenza o incapacità mentale nei due coniugi al momento della firma del testamento.

Il tribunale ha quindi stabilito che non ci sono prove di circonvenzione di incapace.

La vedova, che oggi vive in una casa di riposo, ha comunque ottenuto una parte dei beni del marito grazie a un accordo raggiunto tra le parti.

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