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Cronaca
02 Marzo 2026 - 09:58
Dodici minuti di follia: investe tre persone, una è in Rianimazione
Dodici minuti, tre investimenti, una confessione. E' successo venerdì scorso. La sequenza che ha sconvolto Vigevano è stata ricostruita da "La Provincia Pavese" e da "Corriere Milano". Al centro della vicenda c’è Lisa Maddalena Rubeo, 48 anni, originaria di Strambino, da tre anni residente a Palestro in Lomellina, arrestata con l’accusa di tentato omicidio plurimo.
Secondo quanto emerso, tra le 20.13 e le 20.25 un pick-up bianco ha attraversato corso Milano, corso Cavour e viale Petrarca colpendo tre persone. Gli episodi sono avvenuti a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro.
Il primo investimento si è verificato in corso Milano, all’angolo con via Verdi. Una ragazza di 18 anni, in sella alla bicicletta, è stata urtata dal mezzo. Un testimone ha riferito di aver visto il veicolo arrivare a velocità sostenuta e dirigersi verso la giovane, prima di allontanarsi. La ragazza è stata trasportata al San Carlo in codice giallo: non è in pericolo di vita.
Poco dopo, in corso Cavour, l’auto ha cercato di colpire un uomo appena sceso dalla propria vettura. Secondo le testimonianze raccolte, il mezzo avrebbe tentato anche una manovra in retromarcia, danneggiando alcune auto in sosta. L’uomo si è recato autonomamente al pronto soccorso di Vigevano: per lui una prognosi di cinque giorni. Ha sporto denuncia.
Il terzo episodio, il più grave, è avvenuto in viale Petrarca, nei pressi del piazzale del cimitero. Le immagini di una telecamera pubblica mostrano il pick-up avvicinarsi a una bicicletta che lo precede, allargare la traiettoria e accelerare. L’impatto è violento: la bici resta incastrata per alcuni metri, il ciclista viene trascinato e poi sbalzato sull’asfalto. Si tratta di M.A., 49 anni, barista vigevanese, ora ricoverato in Rianimazione al San Matteo di Pavia con un trauma cranico e prognosi riservata.
Intorno alle 22 la conducente si è presentata in questura a Pavia. Ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato un marsupio appartenente al ferito più grave, rimasto agganciato all’auto dopo l’urto. Agli agenti avrebbe dichiarato di vivere da tempo una situazione personale difficile, sostenendo di aver chiesto aiuto senza ottenerlo. In un secondo momento avrebbe parlato di un malore.
La donna si trova ora nel carcere di San Vittore. Comparirà davanti al giudice Pasquale Villani per l’udienza di convalida.
Dalle verifiche non emergono collegamenti tra le tre persone investite. Gli inquirenti stanno approfondendo il profilo della quarantottenne, anche alla luce di un precedente per lesioni gravissime risalente al 2004.
Tre luoghi diversi, pochi minuti, un’unica traiettoria. È su questa sequenza che si concentrano ora le indagini.
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