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Lutto

E' morto il dottor Gianluigi Razzano, oculista stimato

I funerali si terranno il 3 marzo in Duomo

E' morto il dottor Gianluigi Razzano, oculista stimato

E' morto il dottor Gianluigi Razzano, oculista stimato

È morto il dottor Gianluigi Razzano, storico oculista di Chivasso. Aveva 84 anni. La notizia si è diffusa in poche ore e sui social sono comparsi decine di messaggi di cordoglio: pazienti, amici, colleghi. Parole semplici, ma tutte uguali nel senso: gratitudine.

Per anni il suo studio è stato un punto di riferimento per intere generazioni. Visite, controlli, diagnosi. Ma anche ascolto. In una città dove il medico non è solo un professionista, ma una presenza costante nella vita delle famiglie, Razzano era diventato qualcosa di più di un nome sulla targa. Era il dottore “di casa”. Quello che ti seguiva nel tempo, che conosceva le storie oltre le cartelle cliniche.

La sua scomparsa, avvenuta il 28 febbraio, lascia un vuoto che va oltre l’ambito sanitario. Lo annunciano con dolore la moglie Mariuccia, i figli Elena e Luca, con Federica e gli adorati nipoti Ludo, Iago, Emma e Mia, la cognata Albina con la sua famiglia e tutti i parenti. Un ringraziamento particolare arriva dalla famiglia per Gianna e Marinella e per tutto il personale della R.S.A. San Raffaele Alto, che lo ha assistito con cura e attenzione negli ultimi tempi.

Il manifesto funebre

In queste ore Chivasso si stringe attorno ai suoi cari. “Un medico preparato e umano, non lo dimenticheremo”, scrive un’ex paziente. “Ha seguito la nostra famiglia per anni”, aggiunge un altro messaggio. Frasi che raccontano più di qualsiasi curriculum.

Il Santo Rosario sarà recitato lunedì 2 marzo alle 18.30 nel Duomo di Chivasso. I funerali si terranno martedì 3 marzo alle 15.30 nella Chiesa Parrocchiale di Santa Maria Assunta. Il corteo funebre partirà alle 14.45 dalla R.S.A. San Raffaele, in via Trotta 16, a San Raffaele Alto. Al termine della funzione la salma sarà accompagnata al Tempio Crematorio del Cimitero di Mappano.

Se una comunità si misura anche dalla memoria che conserva, allora il nome del dottor Razzano resterà inciso in quella discreta, silenziosa gratitudine che lega un medico ai suoi pazienti. Non servono celebrazioni solenni. Bastano le persone che oggi scrivono, ricordano, ringraziano. E domani entreranno in Duomo con un pensiero in più.

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