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Addio Drago: con Sandro Munari si spegne il rombo di un’Italia che sapeva sognare

Il quattro volte re del Monte-Carlo e simbolo eterno della Lancia lascia un vuoto profondo nel motorsport: le sue imprese restano scolpite nella memoria di un Paese intero

Addio Drago: con Sandro Munari si spegne il rombo di un’Italia che sapeva sognare

Sandro Munari

Ci sono uomini che vincono gare. E poi ci sono uomini che diventano leggenda.
Sandro Munari apparteneva a questa seconda, rarissima specie.

Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di storia italiana, un frammento di quell’epoca in cui i rally erano polvere, ghiaccio, notte e coraggio puro. Se ne va il “Drago” di Cavarzere, l’uomo che ha insegnato al mondo che il talento può avere il volto sereno di chi sa domare l’impossibile.

Munari non guidava soltanto un’auto. Dialogava con lei. La ascoltava. La capiva. E insieme scrivevano pagine che oggi sembrano epica. Quando negli anni Settanta la Lancia Fulvia HF tagliava il traguardo del Monte-Carlo, non era solo una vittoria sportiva: era un’Italia intera che trovava orgoglio e riscatto tra i tornanti innevati. E quando arrivò la Lancia Stratos, feroce e rivoluzionaria, fu lui a trasformarla in mito. Quattro volte re del Monte-Carlo. Campione europeo. Vincitore della Coppa FIA Piloti. Ogni successo era un capitolo, ogni curva una promessa mantenuta.

Chi lo ha visto guidare ricorda la compostezza, la precisione chirurgica, quella capacità di restare lucido dove altri perdevano il controllo. Ma chi lo ha incontrato lontano dai riflettori racconta soprattutto l’uomo: lo sguardo gentile, l’ironia misurata, l’umiltà di chi non ha mai avuto bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare. Munari era grande perché non doveva dimostrarlo.

Con lui Lancia non ha semplicemente vinto. Ha costruito un’identità. Ha scolpito nel ferro e nella benzina un’idea di sport fatta di visione e audacia. Munari e Lancia sono stati un binomio indissolubile, un racconto che attraversa le strade del mondo e si ferma nei cuori di generazioni di appassionati.

lancia

Il brand Lancia esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sandro Munari. “Con lui se ne va non solo uno dei più grandi interpreti della storia dei rally, ma una figura che ha contribuito in modo determinante a costruire il mito sportivo di Lancia nel mondo” si legge in una nota. “Al volante delle nostre vetture, dalla Fulvia HF alla Stratos, Sandro Munari ha incarnato talento, coraggio, visione e spirito di innovazione, lasciando un segno indelebile nel motorsport internazionale. Le sue imprese, il suo stile e la sua passione resteranno per sempre parte del patrimonio sportivo e culturale del nostro brand. Lancia si unisce con commozione al dolore della famiglia, degli amici e di tutti coloro che hanno amato e seguito Sandro Munari, rendendo omaggio a un campione che continuerà a ispirare generazioni di appassionati”.

E davvero continuerà a ispirare. Perché Munari non è stato soltanto un campione di rally: è stato il simbolo di un’Italia che osava. Di un’industria capace di innovare. Di una generazione che affrontava la notte, il ghiaccio, la pioggia africana del Safari Rally, senza mai arretrare.

Oggi il rombo dei motori sembra più distante. Le immagini in bianco e nero delle sue imprese scorrono come ricordi di famiglia, custoditi con rispetto. E in quel rumore di fondo — tra la neve del Col de Turini e la polvere delle strade sterrate — resta la traccia di un uomo che ha saputo trasformare la velocità in poesia.

Addio, Drago.
Le curve che hai disegnato non si cancelleranno.
Resteranno lì, incise nella storia. E nel cuore di chi ti ha amato.

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