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Cronaca

Carta mai recapitata e conto svuotato con micro-ricariche: otto indagati per frode informatica a Torino

Chiuse le indagini della Procura: contestati truffa aggravata, accesso abusivo e ricettazione. Nel mirino ricariche frazionate su carte prepagate

Carta mai recapitata e conto svuotato con micro-ricariche: otto indagati per frode informatica a Torino

Carta mai recapitata e conto svuotato con micro-ricariche: otto indagati per frode informatica a Torino (immagine di repertorio)

Una carta bancomat mai arrivata a destinazione, credenziali sottratte e una sequenza di micro-ricariche che, in poche ore, avrebbero alleggerito il conto corrente della vittima. A Torino un’indagine della Procura della Repubblica è arrivata alle battute finali e ricostruisce una presunta frode informatica basata sull’utilizzo indebito dell’identità digitale di un correntista.

La pubblico ministero Eugenia Ghi ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a otto persone, che a vario titolo rispondono di concorso in truffa aggravata, accesso abusivo a sistema informatico e ricettazione. Al centro dell’inchiesta c’è la posizione di un cittadino torinese, la cui identità digitale sarebbe stata utilizzata per effettuare prelievi e trasferimenti non autorizzati dal conto personale.

Secondo la ricostruzione accusatoria, i fatti risalirebbero alla fine di maggio 2021. Il meccanismo contestato avrebbe avuto origine dall’intercettazione di una carta bancomat Intesa Sanpaolo, spedita al titolare ma mai recapitata perché sottratta. Attraverso l’acquisizione delle credenziali e dei codici di accesso, gli indagati — in concorso con soggetti non identificati — si sarebbero introdotti nei sistemi informatici dell’istituto di credito, disponendo trasferimenti di denaro verso carte prepagate Postepay Evolution e Paywave intestate ai beneficiari.

Tra le aggravanti contestate figurano l’uso dell’identità digitale altrui e l’elusione delle misure di sicurezza informatiche.

Gli atti depositati in Procura dettagliano le operazioni effettuate tra il 25 e il 26 maggio 2021. A P.A. viene attribuita una ricarica da 140 euro. A G.S., S.L., A.S., M.C., A.S. e D. D.I. sono contestati 1.000 euro ciascuno, suddivisi in quattro movimenti da 250 euro. C.V. risulta indagata per due ricariche, per un totale di 500 euro. Un sistema basato su operazioni frazionate, secondo l’accusa, per ridurre la possibilità di intercettazione immediata delle anomalie.

I destinatari del provvedimento risiedono nelle province di Napoli, Salerno e Caserta. Resta ferma la presunzione di innocenza: le condotte descritte rappresentano ipotesi accusatorie che dovranno essere verificate nelle sedi giudiziarie competenti.

Con la chiusura delle indagini preliminari, gli atti sono stati depositati presso la Segreteria della Procura di Torino. Gli indagati hanno venti giorni di tempo per presentare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati, prima che il pubblico ministero valuti un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.

Il caso riporta l’attenzione sulla vulnerabilità dell’identità digitale e sulle tecniche di frode che sfruttano operazioni di importo contenuto ma ripetute nel tempo. La sequenza di micro-ricariche contestate evidenzia come anche movimenti apparentemente modesti possano incidere in modo significativo su un conto corrente, soprattutto quando si inseriscono in un sistema strutturato di accesso abusivo ai dati bancari.

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