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Cronaca

Bambini rapiti per il traffico di organi? Allarme nel Torinese, ma le autorità chiariscono: "Voci infondate"

Messaggi vocali e post condivisi tra Canavese, Piossasco e Orbassano: le istituzioni invitano alla calma e alla verifica delle fonti

Bambini rapiti per il traffico di organi? Allarme nel Torinese, ma le autorità chiariscono: "Voci infondate"

Bambini rapiti per il traffico di organi? Allarme nel Torinese, ma le autorità chiariscono: "Voci infondate" (immagine di repertorio)

Un audio che invita a “fare attenzione”, un messaggio che parla di furgoni sospetti davanti alle scuole, post condivisi a raffica nei gruppi WhatsApp dei genitori. Nelle ultime ore, tra Canavese, Piossasco, Orbassano e altri comuni del Torinese stanno circolando segnalazioni di presunti rapimenti di bambini. Messaggi carichi di preoccupazione, rilanciati di chat in chat, che hanno alimentato ansia e timori soprattutto tra le famiglie.

Ma allo stato attuale non risultano episodi denunciati né segnalazioni ufficiali alle forze dell’ordine. Le voci che stanno rimbalzando online sono state smentite categoricamente dalle istituzioni locali, che hanno invitato i cittadini a non alimentare allarmismi privi di riscontri.

A intervenire per prima è stata Alessia Cuffia, assessora a Rivarolo Canavese, che sui social ha chiarito come non vi sia alcuna conferma rispetto alle notizie circolate su presunti tentativi di rapimento nel territorio. «Non risulta alcun episodio di questo tipo sul nostro territorio né sono pervenute segnalazioni ufficiali alle forze dell’ordine o alle istituzioni competenti», ha scritto, invitando a verificare sempre le fonti prima di condividere contenuti allarmistici.

Sulla stessa linea anche la Città di Piossasco, che con un comunicato ufficiale ha spiegato di aver contattato direttamente i Carabinieri di Piossasco e di Orbassano, ricevendo conferma dell’assenza di denunce o segnalazioni relative a tentati rapimenti. L’amministrazione ha sottolineato come la notizia «non trovi riscontro presso le forze dell’ordine» e abbia generato un clima di tensione non giustificato dai fatti.

Eppure i messaggi continuano a circolare. Alcuni parlano genericamente di “quattro uomini” che si aggirerebbero davanti a scuole e asili; altri descrivono veicoli sospetti, citano episodi avvenuti “ieri sera” in vari comuni, fino ad arrivare a evocare scenari gravi come il traffico di organi. Racconti frammentari, spesso contraddittori tra loro, che hanno un elemento in comune: l’assenza di riscontri concreti.

La dinamica è nota: un messaggio vocale o testuale parte da un gruppo ristretto, viene rilanciato “per sicurezza”, accompagnato dall’invito a condividerlo il più possibile. In poche ore, la voce si diffonde su un territorio ampio, assumendo contorni sempre più allarmanti. Il risultato è un clima di paura che si autoalimenta, anche quando le autorità competenti non hanno ricevuto alcuna segnalazione formale.

Il tema è delicato perché tocca ciò che più sta a cuore alle famiglie: la sicurezza dei bambini. Ed è proprio per questo che le istituzioni invitano alla prudenza nella diffusione delle informazioni. In caso di situazioni realmente sospette, l’indicazione resta sempre la stessa: rivolgersi immediatamente alle forze dell’ordine, evitando di affidarsi a catene di messaggi privi di verifica.

Al momento, dunque, non ci sono elementi ufficiali che confermino tentativi di rapimento tra Canavese, Piossasco, Orbassano o nel resto del Torinese. Restano invece le parole delle amministrazioni locali, che chiedono senso di responsabilità nella condivisione dei contenuti online e richiamano a un principio semplice: prima di far circolare una voce, è necessario verificarla.

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