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Cronaca
23 Febbraio 2026 - 18:14
Hitler e Mussolini
Appunti scritti a mano, siglati con il monogramma “M”, riconducibili con “assoluta autenticità” a Benito Mussolini. E riferiti a uno degli incontri più delicati della fase finale della Seconda guerra mondiale: quello con Adolf Hitler, avvenuto il 22 aprile 1944 al castello di Klessheim, a Salisburgo.
I fogli, individuati dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino, erano finiti sul mercato antiquario e destinati a un’asta. Considerata l’importanza storica, sono stati consegnati all’Archivio Centrale dello Stato, dove verranno custoditi e studiati.
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Sulla grafia, spiegano gli investigatori, non ci sono praticamente dubbi. Gli esami tecnici del Ris di Parma, comparando gli scritti con altri documenti attribuiti con certezza alla mano del Duce, hanno confermato numerose analogie nel tratto, attestandone l’autenticità. Anche la piegatura dei fogli in quattro – tipica degli appunti da conservare in tasca – è stata considerata un elemento significativo.
Gli appunti possono essere identificati quasi sicuramente come quelli preparati da Mussolini in vista del colloquio con il Führer, probabilmente gli stessi utilizzati durante la conferenza in Germania. L’incontro è documentato da filmati dell’epoca e dai diari del sottosegretario agli Affari esteri, il conte Serafino Mazzolini, che annotò: «Il Fuhrer ascolta con vivo interesse. Il Duce si esprime in tedesco» e ancora «il Fuhrer parla lungamente sulla situazione attuale e sugli ulteriori preveduti sviluppi di quella militare guardata dai tedeschi con tranquillità. L'esposizione è improntata a senso di acuto realismo. Alle 22 pranzo intimo offerto da Ribbentrop».
I fogli sono privi di data, ma il contenuto combacia con i temi affrontati durante quell’incontro. Negli appunti, infatti, Mussolini elenca dettagliatamente argomenti suddivisi in tre grandi capitoli: “Forze armate”, “Politica”, “Economia e lavoro”. La circostanza rafforza l’ipotesi che si tratti delle note preparatorie del capo del Governo della Repubblica Sociale Italiana per il vertice con Hitler.
Gli scritti erano stati individuati da un privato tra i documenti messi in vendita da una nota casa d’aste torinese. Per essi era stato anche richiesto il rilascio di un Attestato di Libera Circolazione alla Soprintendenza di Torino. A quel punto è scattato l’intervento del Nucleo Tpc. Secondo i Carabinieri, la redazione manoscritta da parte del capo del Governo della Rsi, nell’esercizio delle proprie funzioni e su affari di Stato civili e militari, nonché sulle relazioni con un governo straniero, rende la documentazione “eccezionale patrimonio storico appartenente allo Stato italiano”.
Il direttore generale dell’Archivio Centrale dello Stato, Andrea Tarasco, ha spiegato che i documenti saranno oggetto di studio approfondito: «ci prefiggiamo di studiarli per bene per reinserirli nei contesti storici e archivistici di riferimento», perché potranno contribuire a scrivere «altre pagine o altri dettagli su pagine già scritte della nostra storia d'Italia».
Non solo Mussolini. I Carabinieri del Tpc hanno consegnato all’Archivio anche importanti carte appartenute a Gabriele D’Annunzio. In questo caso si tratta di minute autografe di discorsi ufficiali, tra cui la bozza del telegramma scritta di pugno da Mussolini e inviata al poeta, una stesura del discorso pronunciato per l’inaugurazione della statua del Bersagliere nel 1932 e la minuta del dattiloscritto “Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d'Aosta, Governatore Generale dell'Africa Orientale Italiana e viceré d'Etiopia”.
Questi documenti sono stati rinvenuti dal Nucleo Tpc di Firenze, sempre in coordinamento con la Procura, dopo la segnalazione di un privato che li aveva notati in vendita tramite una casa d’aste.
Secondo i Carabinieri, i documenti erano sul mercato antiquario da tempo, verosimilmente da quando, nell’aprile 1945, l’archivio personale di Mussolini e quelli di numerosi organi della Repubblica Sociale Italiana scomparvero nel concitato epilogo bellico.
Ora quei fogli tornano allo Stato. E riaprono uno spiraglio documentale su uno degli incontri più controversi della storia italiana.

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