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Cronaca

Porta Susa, lancia un estintore dalla balconata: paura tra i passeggeri

Il gesto ripreso in un video social. Fermato dalla Polfer, nessun ferito

Porta Susa

Porta Susa, lancia un estintore dalla balconata: paura tra i passeggeri

Un attimo che poteva trasformarsi in tragedia. Venerdì 20 febbraio 2026, alle 13.30, nella stazione di Porta Susa, un uomo ha afferrato un estintore da uno dei piani superiori e lo ha lanciato oltre la balconata verso i livelli sottostanti, dove in quel momento transitavano decine di viaggiatori.

L’oggetto è precipitato nel vuoto tra le urla e il fuggi-fuggi generale. Scene di panico, persone che si spostano di corsa per mettersi al riparo, valigie abbandonate a terra. Solo per una coincidenza fortuita non si sono registrati feriti.

La scena è stata ripresa in un video pubblicato dal profilo Instagram “Street News” e in poche ore ha fatto il giro del web. Le immagini mostrano l’uomo camminare lungo il piano rialzato, poi il gesto improvviso, sconsiderato. Un lancio dall’alto che, date le dimensioni e il peso dell’oggetto, avrebbe potuto avere conseguenze gravissime.

L’intervento degli agenti della polizia ferroviaria è stato immediato. I poliziotti, in servizio nello scalo, hanno raggiunto e bloccato l’autore del gesto prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Al momento non sono stati resi noti i provvedimenti adottati nei suoi confronti. Gli accertamenti sono in corso per chiarire le motivazioni e valutare le eventuali responsabilità penali.

Porta Susa è uno dei principali snodi ferroviari del Nord Italia, attraversato ogni giorno da migliaia di pendolari, studenti e turisti. Una struttura moderna, sviluppata su più livelli, dove l’ampiezza degli spazi e il continuo afflusso di persone rendono particolarmente delicata la gestione della sicurezza. Un oggetto lanciato dall’alto, in un contesto simile, può trasformarsi in un’arma impropria.

Resta lo sconcerto tra i viaggiatori che hanno assistito alla scena. In pochi secondi la routine di un venerdì pomeriggio si è trasformata in paura. E ancora una volta la cronaca ricorda quanto fragile possa essere l’equilibrio della normalità in luoghi affollati.

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