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Cronaca
19 Febbraio 2026 - 15:22
Brucia le sterpaglie nel giardino di casa e “affumica” mezzo paese: rabbia a Castiglione Torinese
Un odore acre nell’aria, poi il fumo che si alza tra le case e le segnalazioni che rimbalzano sui social. È successo mercoledì 18 febbraio a Castiglione Torinese, dove l’abbruciamento di sterpaglie in un giardino privato ha acceso una polemica online, finita al centro di un acceso confronto tra cittadini e amministrazione comunale.
Tutto nasce da un post pubblicato sul gruppo Facebook “Sei di Castiglione Torinese se…”. Un residente segnala quello che definisce un rogo prolungato, iniziato attorno alle 17:30 e proseguito fino a sera, con fumo intenso percepito in diverse zone del paese, tra strada Caudana, strada del Mondino e Valle Massa:«Mi chiedo quanto sia legale dare fuoco a sterpaglie (ma anche altro dall’odore e dal fumo sprigionato) affumicando mezzo paese dalle 17.30 a sera… Qui di fronte all’asilo meglio non respirare l’aria di strada Caudana», scrive il cittadino, sottolineando la vicinanza dell’area interessata a edifici residenziali e a una struttura scolastica.
Alla segnalazione segue un secondo intervento, ancora più diretto. Un altro residente riferisce di essersi recato personalmente in Comune e di aver parlato con la Polizia Municipale, sostenendo che l’abbruciamento prolungato sarebbe «assolutamente vietato da regolamento» e che sarebbero partite verifiche nei confronti del proprietario dell’area, indicata come via Origlia. Lo stesso cittadino parla di possibili sanzioni e si dice disponibile a presentare denuncia, rimarcando che non si sarebbe trattato di «cinque minuti», ma di «oltre un’ora di inquinamento».
Il tema che emerge è duplice: da un lato il rispetto delle norme ambientali e della qualità dell’aria, dall’altro la gestione delle segnalazioni e dei canali istituzionali. Sempre sul gruppo Facebook, un ulteriore commento ribadisce che i vigili sarebbero già partiti con gli accertamenti e che l’abbruciamento sarebbe «assolutamente vietato».


Il sindaco Loris Lovera, il giorno dopo ha precisato come il regolamento di polizia urbana del Comune di Castiglione Torinese non preveda particolari divieti specifici sull’abbruciamento dei residui colturali, fermo restando il rispetto delle direttive regionali in materia, in particolare la deliberazione della Giunta regionale del 26 febbraio 2021, che disciplina le modalità e i limiti per la combustione dei residui vegetali.
Il primo cittadino ha inoltre richiamato l’importanza di utilizzare i canali ufficiali per segnalare situazioni di possibile irregolarità, così da consentire alla Polizia Locale di intervenire tempestivamente, evitando che le polemiche restino confinate esclusivamente ai social network.
Sul piano normativo, la questione dell’abbruciamento dei residui vegetali è regolata a livello regionale e nazionale. In Piemonte, la combustione controllata di sterpaglie e scarti agricoli è consentita solo in determinate condizioni, in quantità limitate e nel rispetto di precise distanze e fasce orarie, con divieti più stringenti nei periodi di massima allerta per qualità dell’aria o rischio incendi. Non è ammessa la combustione di rifiuti diversi dai residui vegetali e, in caso di fumi molesti o pericolosi, possono scattare sanzioni amministrative.
Nel caso specifico di Castiglione, saranno gli accertamenti della Polizia Municipale a chiarire quali siano state violazioni e le relative sazioni. Resta però evidente il malessere di una parte dei residenti, che parlano di «aria irrespirabile» e di un episodio prolungato nel tempo.
Al di là delle posizioni contrapposte, la vicenda riporta al centro un tema ricorrente nei piccoli comuni collinari: l’equilibrio tra pratiche agricole tradizionali e tutela della salute pubblica in contesti ormai densamente abitati. Dove un tempo c’erano campi isolati, oggi ci sono case, scuole e strade trafficate. E ogni colonna di fumo diventa immediatamente visibile, percepita e discussa. Online e offline.

Loris Lovera
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