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Cronaca
18 Febbraio 2026 - 11:49
Prostituzione e droga in villa: i Carabinieri di Ivrea smantellano il giro
Per anni quella villa a San Giorgio Canavese è stata conosciuta come una location per feste private, eventi su invito, serate pubblicizzate online come esclusive e riservate. Un luogo appartato, elegante all’apparenza, capace di attirare un certo giro di clientela. Ma dietro quella facciata, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Sezione Operativa di Ivrea, si sarebbe sviluppato un sistema strutturato di sfruttamento della prostituzione andato avanti, in modo continuativo, dal 2017 fino al 2025.
L’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ivrea, si è protratta per mesi ed è culminata nei giorni scorsi con l’emissione di un’ordinanza applicativa della misura cautelare dell’obbligo di dimora, disposta dalla Sezione GIP del Tribunale di Ivrea, nei confronti di un italiano di 59 anni, ritenuto il principale responsabile dell’attività. Contestualmente è stato denunciato in stato di libertà un italiano di 31 anni, gravemente indiziato del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero almeno dieci le donne coinvolte nel corso degli anni. Un numero che non fotografa soltanto singoli episodi, ma delinea – stando all’ipotesi accusatoria – un’attività organizzata e sistematica. Le donne, in prevalenza di origine sudamericana, sarebbero state reclutate attraverso siti di incontri online. Il cinquantanovenne le contattava direttamente, prospettando la possibilità di svolgere l’attività di meretricio all’interno della villa, che coincideva con la sua stabile dimora.
Il meccanismo, secondo quanto emerso, era preciso. L’uomo non si limitava a mettere a disposizione gli spazi: individuava personalmente i clienti, organizzava gli appuntamenti e tratteneva una quota per ogni prestazione effettuata. A questo si aggiungeva la richiesta di un vero e proprio affitto settimanale per l’utilizzo dei locali. Una doppia forma di guadagno che, secondo gli inquirenti, garantiva un profitto costante e significativo.
Nel marzo del 2024 i Carabinieri hanno eseguito una perquisizione all’interno della villa. È in quell’occasione che viene individuata quella che gli investigatori hanno definito una “stanza dell’amore”: un ambiente allestito in modo specifico per gli incontri sessuali, separato dagli altri spazi della casa e organizzato per l’attività di meretricio. All’interno dell’abitazione, durante l’accesso dei militari, era presente una delle donne coinvolte.
L’inchiesta non si è fermata alla contestazione dello sfruttamento della prostituzione. Nel corso delle attività investigative è emerso anche un presunto giro di sostanze stupefacenti collegato agli incontri. Il trentunenne denunciato si sarebbe occupato, insieme al cinquantanovenne, di reperire crack e cocaina, successivamente consumati durante gli appuntamenti con i clienti. Un elemento che, secondo la Procura, contribuiva a consolidare e fidelizzare la clientela.
Uno degli aspetti più delicati dell’indagine riguarda la posizione dell’ex compagna del principale indagato. Secondo quanto accertato dai militari, la donna già dal 2017 si prostituiva per conto dell’uomo, consegnandogli parte dei proventi delle prestazioni. Nel corso degli anni sarebbero emerse anche condotte di violenza e maltrattamenti nei suoi confronti, aggravando il quadro accusatorio.

Gli investigatori parlano di un sistema che avrebbe trasformato una villa per eventi in un luogo stabile di sfruttamento, dove le serate e gli incontri rappresentavano soltanto la superficie visibile di un’attività ben più strutturata. Gli appuntamenti venivano organizzati in modo discreto, spesso in coincidenza con feste private o momenti pubblicizzati come eventi esclusivi.
Ora il cinquantanovenne dovrà osservare l’obbligo di dimora in un comune del Canavese, misura cautelare che limita la sua libertà di movimento in attesa dell’evoluzione del procedimento. Il trentunenne, denunciato a piede libero, resta indagato per l’ipotesi di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il fascicolo si trova nella fase delle indagini preliminari. Come previsto dall’ordinamento, per entrambi gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
Resta però il peso di un’inchiesta che accende i riflettori su una realtà sommersa e su un fenomeno che, secondo gli inquirenti, per anni si sarebbe consumato lontano da occhi indiscreti, dietro le mura di una villa che ufficialmente ospitava feste, ma che – stando alle accuse – nascondeva ben altro.
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