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Cronaca

Malore in cella a Cuneo, agente rianima detenuto e gli salva la vita

Intervento decisivo nella sezione Stura: l’Osapp chiede un riconoscimento ufficiale per la Polizia penitenziaria

Malore in cella a Cuneo, agente rianima detenuto e gli salva la vita

Malore in cella a Cuneo, agente rianima detenuto e gli salva la vita

Un intervento rapido, lucido, decisivo. È grazie alla prontezza di un agente di Polizia penitenziaria che un detenuto del carcere di Cuneo è tornato a vivere dopo essere stato colpito da un improvviso malore all’interno della sua cella. L’episodio risale alla serata di martedì scorso, ma è stato reso noto solo oggi dal sindacato Osapp, che ora chiede un “giusto riconoscimento” per il personale intervenuto.

Secondo quanto riferito, il detenuto, ristretto nella sezione B del padiglione Stura, ha perso conoscenza intorno alle 21.15. Quando l’agente in servizio è arrivato sul posto, la situazione era già critica: l’uomo risultava privo di battito cardiaco. Senza esitazioni, il poliziotto ha avviato immediatamente le manovre di rianimazione cardiopolmonare, riuscendo a ripristinare l’attività cardiaca e a mantenerla fino all’arrivo dei sanitari del 118.

Durante l’intervento erano presenti anche il personale della sorveglianza generale e un vice sovrintendente, che hanno collaborato nelle fasi successive, garantendo assistenza e supporto in un momento estremamente delicato. Il detenuto è stato poi affidato alle cure mediche, grazie a un’azione che, di fatto, ne ha evitato la morte.

A sottolineare la gravità dell’episodio e l’importanza del gesto è Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, che in una nota parla di un intervento condotto “con lucidità e sangue freddo”, ribadendo come la professionalità degli agenti sia spesso determinante non solo per la sicurezza degli istituti, ma anche per la tutela della vita umana. Proprio per questo, il sindacato chiede ora all’amministrazione penitenziaria un riconoscimento formale per l’agente e per tutto il personale che ha preso parte al soccorso.

L’episodio riporta l’attenzione sul ruolo quotidiano della Polizia penitenziaria, chiamata a operare in contesti complessi e spesso emergenziali, dove alle funzioni di controllo e vigilanza si affiancano competenze di primo soccorso e gestione delle crisi. Un lavoro silenzioso, svolto dietro le mura del carcere, che in questo caso ha fatto la differenza tra la vita e la morte.

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