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Cronaca
25 Gennaio 2026 - 19:25
Torino in lutto: addio a Guido Aichino, il prof che faceva correre i ragazzi e li ascoltava davvero
Aveva 65 anni, un volto riconoscibile tra Rivoli e Druento, e una vita costruita intorno ai ragazzi: in palestra, in campo, nei corridoi della scuola e dentro quel lavoro silenzioso che spesso nessuno racconta finché non manca. Guido Aichino se n’è andato all’improvviso, stroncato da un infarto. La notizia ha attraversato due comunità che oggi si scoprono più vuote: quella scolastica e quella sportiva.
Nato a Torino, Aichino si era trasferito a Rivoli, nel quartiere Borgo Nuovo, nel 1992. Diplomato ISEF nel 1986, era docente di Scienze Motorie e aveva insegnato con quel tipo di rigore che non umilia, ma costruisce. Perché Guido non era soltanto “quello dell’educazione fisica”: era l’adulto che pretendeva impegno, ma sapeva anche riconoscere il peso che ogni ragazzo si porta addosso.
Il lutto è stato avvertito con forza anche all’Istituto Comprensivo di Druento, dove colleghi e studenti lo ricordano con un messaggio semplice e diretto, di quelli che non servono a fare scena: «Un collega che ha donato tanto di sé a noi e ai ragazzi. Ci mancherai Guido». Parole brevi, ma definitive. Perché certe presenze non si raccontano con i bilanci: si misurano quando spariscono.
La sua idea di educazione era concreta: far crescere persone, non soltanto atleti. Negli anni Aichino aveva affiancato i salesiani in progetti di recupero e aggregazione dedicati a ragazzi di strada o senza famiglia anche all’estero. Un lavoro che non fa rumore, e forse proprio per questo racconta più di tante dichiarazioni pubbliche: stare vicino a chi è fragile quando nessuno applaude.

Guido Aichino
Poi il calcio, che per lui non era un passatempo ma una linea continua: prima da giocatore e allenatore nelle realtà sportive rivolesi, poi come punto di riferimento per giovani generazioni. Per un periodo aveva anche gestito la piscina “Bonadies” per conto della Uisp, portando la sua esperienza anche fuori dal pallone. Negli ultimi tempi era diventato Dirigente dell’Attività di Base del Torino FC, aggregato in questa stagione alla categoria Under 13.
E proprio il Torino Football Club ha voluto ricordarlo pubblicamente. In una nota diffusa dal club, il Presidente Urbano Cairo e tutta la società hanno espresso vicinanza alla famiglia: il Torino si è detto vicino con affetto alla famiglia Aichino, nel ricordo di Guido, e ha rivolto il proprio cordoglio alla moglie Morgana, ai figli Giulia e Claudio, agli affetti più cari e ai tanti amici, stringendoli in un abbraccio che arriva “da tutto il mondo granata”. Un messaggio che pesa, perché certifica che il legame con la società non era solo formale: Aichino era parte di un lavoro educativo quotidiano, spesso invisibile, ma centrale.
Fuori dal campo, Guido aveva scelto anche l’impegno civico. Alle elezioni amministrative del 2024 a Rivoli si era candidato nella lista civica “Rivolesi”, a sostegno del candidato sindaco Alessandro Errigo. Un passo coerente con la sua storia: non la politica come vetrina, ma come tentativo di partecipare, di incidere, di metterci la faccia dove si decide il futuro della città.
Aichino lascia la moglie Morgana e i figli Giulia e Claudio. E lascia soprattutto un’eredità che oggi, mentre si moltiplicano i messaggi di cordoglio, si capisce meglio: non era “uno che insegnava sport”. Era uno che stava accanto ai ragazzi. Con disciplina e umanità. Due parole che spesso non stanno insieme, ma che lui riusciva a tenere nella stessa frase.
Per il momento non sono ancora stati comunicati luogo e data dei funerali.
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