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La Voce degli Animali

Cuccioli torturati e uccisi, immagini che sconvolgono e una richiesta di giustizia senza sconti

Individuato il responsabile grazie alle video-trappole: l’OIPA annuncia l’azione legale e chiede il divieto di detenere animali

Foto di repertorio

Foto di repertorio

La notizia arriva dal sito ufficiale dell’OIPA – Organizzazione Internazionale Protezione Animali, che il 19 gennaio 2026 ha diffuso un comunicato stampa destinato a lasciare un segno profondo. Dopo settimane di indignazione e dolore, è stato individuato il responsabile dell’uccisione di due cuccioli nella provincia di Cagliari, un episodio di violenza estrema che ha scosso l’opinione pubblica ben oltre i confini della Sardegna.

Secondo quanto reso noto dall’OIPA, l’associazione si costituirà parte civile nel procedimento penale, ribadendo la volontà di seguire la vicenda fino in fondo, affinché non resti impunita una crudeltà che va oltre ogni possibile giustificazione.

A portare alla scoperta dell’accaduto sono state le video-trappole installate dal Corpo forestale, dispositivi pensati per contrastare il fenomeno delle discariche abusive ma che, in questo caso, hanno documentato una scena di violenza inaudita. Le immagini mostrano un cucciolo legato per il collo, scaraventato ripetutamente e infine colpito con un grosso sasso mentre agonizzava. L’altro animale sarebbe stato impiccato a una trave e lasciato morire, senza possibilità di scampo. Nella stessa zona, sempre secondo quanto riferito nel comunicato, sarebbero stati rinvenuti altri cani morti, un dettaglio che rende il quadro ancora più inquietante.

Di fronte a una brutalità che non può essere archiviata come un fatto isolato, l’OIPA ha deciso di alzare la voce non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello istituzionale e preventivo. L’associazione ha rivolto una richiesta formale al Sindaco del Comune competente, chiedendo l’adozione di un provvedimento di divieto di detenzione di animali nei confronti del responsabile. Una misura che, sottolinea l’OIPA, non è simbolica ma necessaria, perché non è raro che chi si rende autore di reati di questo tipo continui ad avere o acquisire altri animali, esponendoli a ulteriori violenze e sevizie.

A spiegare con chiarezza la posizione dell’associazione è l’avvocata Claudia Taccani, responsabile dell’Ufficio legale OIPA Italia, che nel comunicato diffuso dall’organizzazione afferma: «Una violenza inaccettabile. Gesti del genere non possono essere ignorati, non solo per rispetto della dignità degli animali vittime di tanta barbarie, ma anche per tutelare l’incolumità pubblica». Un passaggio che lega in modo netto la tutela degli animali alla sicurezza collettiva, ricordando come episodi di questo genere rappresentino un campanello d’allarme anche sul piano sociale.

Nel suo intervento, l’avvocata richiama con forza il tema della prevenzione, definendola lo strumento più efficace per contrastare reati così gravi. Da qui la richiesta alle istituzioni di intervenire «in maniera ferma e inequivocabile, con provvedimenti mirati e garantendo una presenza capillare di sistemi di videosorveglianza». Parole che mettono al centro la responsabilità pubblica e la necessità di non abbassare la guardia.

L’OIPA ha infine ribadito che continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione della vicenda, insistendo sull’importanza di applicare con rigore le disposizioni introdotte dalla recente riforma penale in materia di tutela degli animali. Una riforma che, per l’associazione, deve tradursi in azioni concrete, condanne adeguate e strumenti efficaci per impedire che simili atrocità possano ripetersi.

Quella dei cuccioli uccisi nel Cagliaritano non è solo una storia di violenza, ma anche una prova decisiva per la capacità dello Stato e delle istituzioni locali di rispondere con fermezza. Le immagini restituite dalle video-trappole hanno tolto ogni alibi. Ora, per chi tutela gli animali e per chi chiede giustizia, resta una sola strada: non voltarsi dall’altra parte.

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