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Cronaca
20 Gennaio 2026 - 14:10
Targhe false e arnesi da scasso: i Carabinieri di Alessandria fermano una coppia in fuga (archivio)
Un’auto ferma nell’oscurità, parcheggiata in una zona defilata sul retro di un centro commerciale di Alessandria, ha attirato l’attenzione dei Carabinieri impegnati in un controllo notturno del territorio. Un dettaglio apparentemente marginale, che si è trasformato in poche ore in un’indagine più ampia su un presunto sistema di reati predatori, chiusa con due misure cautelari e una lunga serie di contestazioni penali.
Quando la pattuglia si è avvicinata al veicolo, il conducente ha tentato una manovra per sottrarsi al controllo. Fermato nell’immediatezza, durante l’identificazione ha fornito generalità risultate poi false. Approfittando del buio e della vicinanza di un’area boschiva, è riuscito a fuggire a piedi, lasciando nell’auto il passeggero. Un tentativo di dileguarsi che ha rafforzato i sospetti dei militari e fatto scattare verifiche più approfondite.
L’ispezione del mezzo e del passeggero rimasto a bordo ha portato alla scoperta di numerosi arnesi atti allo scasso e di materiale considerato compatibile con attività illecite. Il fermato non ha saputo fornire spiegazioni credibili sul possesso di quegli oggetti. Parallelamente sono partiti gli accertamenti sul veicolo, che hanno rivelato come l’auto fosse provento di furto, denunciato pochi giorni prima a Pavia. Per eludere i controlli, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sul mezzo erano state applicate targhe contraffatte.
La falsificazione non era grossolana. Solo un’analisi tecnica accurata ha consentito ai Carabinieri di individuare le anomalie: sulle targhe mancavano la lamina olografica di sicurezza e lo stemma della Repubblica Italiana, elementi indispensabili per la loro validità. Un particolare che evidenzia come, anche di fronte a contraffazioni curate, l’esperienza e le verifiche specialistiche restino strumenti decisivi nell’attività investigativa.
Le indagini non si sono fermate al controllo su strada. Attraverso la videosorveglianza dell’area e ulteriori accertamenti tecnici, i militari sono risaliti all’identità del conducente fuggito, già noto alle Forze dell’ordine per precedenti reati contro il patrimonio, così come il passeggero. In una prima fase entrambi sono stati denunciati; successivamente, su disposizione dell’autorità giudiziaria, sono state adottate misure cautelari. Il conducente, nel frattempo già detenuto per altri procedimenti, ha ricevuto la notifica in carcere. Il complice è stato invece posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.
Le contestazioni formulate, secondo quanto emerso, comprendono riciclaggio, ricettazione, falso materiale, possesso di strumenti atti allo scasso e false attestazioni a pubblico ufficiale. Come previsto dalla legge, la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie competenti e vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.
L’episodio si inserisce nel quadro più ampio del contrasto ai reati predatori, che continuano a colpire veicoli, esercizi commerciali e cittadini. Da un lato emerge l’importanza della presenza sul territorio e dei controlli anche apparentemente ordinari; dall’altro il ruolo crescente dell’analisi tecnica e forense, capace di smontare sistemi di mascheramento sempre più sofisticati. Un fronte su cui prevenzione, repressione e approfondimento investigativo restano strettamente intrecciati.

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