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Cronaca

Contoterzismo agricolo ad Asti e Cuneo: metà delle aziende risultano irregolari

Sospesa un’attività per lavoro nero diffuso, nel mirino anche i committenti: emergono criticità su sicurezza e verifiche obbligatorie

Contoterzismo agricolo ad Asti e Cuneo: metà delle aziende risultano irregolari

Contoterzismo agricolo ad Asti e Cuneo: metà delle aziende risultano irregolari (immagine di repertorio)

Un’azienda su due non in regola. È il dato che emerge dai controlli ispettivi nel settore agricolo condotti nei giorni scorsi nell’area collinare del basso Piemonte, tra le province di Cuneo e Asti, dove l’attenzione si è concentrata in particolare sul fenomeno del contoterzismo agricolo. Dieci imprese finite sotto la lente dell’Ispettorato del lavoro di Cuneo e dei Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro (Nil), cinque delle quali con profili di irregolarità tali da far scattare sanzioni e, in un caso, la sospensione dell’attività.

Il bilancio dell’operazione restituisce un quadro tutt’altro che marginale. I controlli hanno coinvolto complessivamente 40 lavoratori, impiegati da aziende che operano per conto terzi nelle lavorazioni agricole. Un comparto delicato, spesso utilizzato per rispondere a esigenze stagionali e di picco, ma che proprio per questo può prestarsi a scorciatoie sul piano contrattuale e della sicurezza.

L’episodio più grave riguarda un’azienda contoterzista nella quale sono stati trovati tre lavoratori in nero su quattro presenti. Una percentuale ben oltre la soglia del 10% prevista dalla normativa, che ha fatto scattare il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale. Un atto che, nei fatti, blocca l’operatività dell’impresa fino alla regolarizzazione delle posizioni e al pagamento delle sanzioni previste.

Ma il fronte delle irregolarità non si ferma al solo datore di lavoro diretto. Nella stessa verifica è stato chiamato in causa anche il committente, ovvero l’azienda agricola che aveva affidato le lavorazioni al contoterzista. Gli ispettori hanno contestato la mancata verifica dell’idoneità tecnico-professionale dell’impresa incaricata e l’assenza del Duvri, il Documento unico di valutazione dei rischi da interferenze, obbligatorio nei casi in cui più soggetti operano nello stesso contesto lavorativo. Un passaggio tutt’altro che formale, perché serve a prevenire infortuni e situazioni di pericolo quando attività diverse si sovrappongono.

Nel corso dei controlli sono emerse inoltre plurime violazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro, un tema particolarmente sensibile in agricoltura, settore che continua a registrare un numero elevato di infortuni, anche gravi. Macchinari, lavorazioni in pendenza, utilizzo di attrezzature complesse e ritmi intensi rendono fondamentale il rispetto delle regole, soprattutto quando il lavoro viene esternalizzato a soggetti terzi.

Il dato complessivo, cinque aziende irregolari su dieci controllate, fotografa una criticità strutturale che va oltre il singolo episodio. Il contoterzismo rappresenta una risorsa per molte aziende agricole, soprattutto medio-piccole, ma comporta anche responsabilità precise. La normativa, infatti, non consente ai committenti di chiamarsi fuori: chi affida un lavoro deve verificare che l’impresa incaricata sia in regola sotto il profilo contributivo, contrattuale e della sicurezza. In caso contrario, le responsabilità possono ricadere su entrambi.

L’azione congiunta dell’Ispettorato del lavoro e dei Carabinieri Nil si inserisce in una strategia di contrasto al lavoro nero e allo sfruttamento, che nel settore agricolo assume spesso forme difficili da intercettare, soprattutto nelle aree collinari e rurali, dove i cantieri sono mobili e i controlli più complessi. Proprio per questo, spiegano fonti ispettive, le verifiche continueranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione alle imprese che operano per conto terzi e ai periodi di maggiore intensità lavorativa.

Sul tavolo resta una questione di fondo: il rispetto delle regole non è solo un obbligo giuridico, ma un elemento di tutela per i lavoratori e di concorrenza leale tra le imprese. Il lavoro irregolare abbassa i costi in modo artificiale e penalizza chi opera correttamente, creando un mercato distorto che, alla lunga, indebolisce l’intero comparto.

I controlli tra Asti e Cuneo, con una sospensione immediata e diverse contestazioni, mostrano che la soglia di attenzione resta alta. Il messaggio che arriva dal territorio è chiaro: nel contoterzismo agricolo non basta affidarsi alla fiducia o alla consuetudine. Verifiche, documenti e sicurezza non sono dettagli burocratici, ma condizioni essenziali per lavorare nel rispetto della legge e delle persone.

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