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Pianezza dice no alle mafie: inaugurato l’Albero della gratitudine per le forze dell’ordine

Inaugurazione nella piazzetta della Legalità durante la Giornata regionale del 16 gennaio, con attestati agli operatori distintisi per servizio e impegno sul territorio

Pianezza dice no alle mafie: inaugurato l’Albero della gratitudine per le forze dell’ordine

Pianezza dice no alle mafie: inaugurato l’Albero della gratitudine per le forze dell’ordine

Un albero piantato come segno visibile e duraturo di riconoscenza, un luogo simbolico pensato per parlare soprattutto alle nuove generazioni. È stato inaugurato a Pianezza l’Albero della gratitudine, dedicato alle donne e agli uomini delle Forze dell’Ordine impegnati quotidianamente nel contrasto alla criminalità organizzata. L’iniziativa rientra nel calendario della Giornata regionale della gratitudine alle Forze dell’Ordine per il contrasto alle mafie, celebrata ogni anno il 16 gennaio.

La cerimonia si è svolta nella piazzetta della Legalità di via Cesare Pavese, alla presenza di rappresentanti istituzionali, amministratori locali e operatori delle forze di polizia. Durante l’evento sono stati consegnati attestati di gratitudine agli appartenenti alle Forze dell’Ordine che si sono distinti per impegno, professionalità e dedizione nel servizio ai cittadini, in un contesto territoriale che vede la prevenzione e il presidio come strumenti fondamentali di sicurezza.

A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato Mario Salvatore Castello, consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, espressione della Lista Civica Cirio Presidente – Piemonte Moderato e Liberale, che nel suo intervento ha anche dato lettura di un messaggio inviato dal presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. Castello ha richiamato il valore della legalità come scelta quotidiana e condivisa, evidenziando come il contrasto alle mafie non possa essere demandato solo alle forze di polizia, ma debba fondarsi su una cittadinanza consapevole e partecipe.

Nel suo intervento, Castello ha posto l’accento sul coinvolgimento dei ragazzi in età scolare, destinatari privilegiati di un messaggio educativo che mira a radicare il rispetto delle regole e delle istituzioni fin dai primi anni. La presenza di amministratori locali e di rappresentanti dello Stato è stata letta come un segnale di unità istituzionale, utile a rafforzare il legame tra territorio e apparati deputati alla sicurezza.

Alla cerimonia hanno preso parte anche il viceprefetto Francesco Farina e alcuni sindaci dei Comuni che ricadono nel territorio di competenza della Compagnia dei Carabinieri di Pianezza, a testimonianza di una collaborazione interistituzionale che viene indicata come decisiva nel presidio della legalità. Nel corso della premiazione, Castello ha rivolto un ringraziamento al questore Paolo Sirna per il lavoro svolto sul territorio torinese e per il dialogo costante con gli enti locali, formulando allo stesso tempo un augurio di buon lavoro al nuovo questore di Torino Massimo Gambino, insediatosi nei giorni scorsi.

L’Albero della gratitudine è stato presentato come un simbolo destinato a crescere nel tempo, non solo dal punto di vista naturale, ma anche come riferimento civico. L’idea è che quel luogo diventi uno spazio di memoria e di riflessione quotidiana, capace di ricordare il sacrificio e l’impegno di chi opera per la sicurezza collettiva, spesso a costo di rilevanti rinunce personali.

Nel contesto della lotta alle mafie, iniziative come questa assumono un valore che va oltre la cerimonia formale. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare il legame di comunità, creando un clima di fiducia e collaborazione che renda più difficile per la criminalità organizzata insinuarsi nelle fragilità sociali ed economiche. Dove la cittadinanza si riconosce come comunità, è stato ribadito, diventa più agevole anche il lavoro delle Forze dell’Ordine.

La scelta di collocare l’Albero nella piazzetta della Legalità non è casuale: uno spazio urbano che diventa luogo educativo e simbolico, in cui il tema della legalità viene sottratto alla retorica e ricondotto alla quotidianità. Un segno concreto, pensato per restare, che richiama l’attenzione su un impegno che non si esaurisce in una giornata celebrativa ma richiede continuità, presenza e responsabilità condivisa.

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