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Cronaca
16 Gennaio 2026 - 11:49
arresto (foto d'archivio)
È il 10 gennaio quando in via Circonvallazione la normalità si rompe di colpo. Un’auto ferma, il traffico che rallenta, qualcuno che si ferma a guardare. Un uomo è sul cofano di una vettura in sosta, barcolla, si regge come può e poi inizia a colpire il parabrezza a calci. Uno, due, ancora. Non per distrazione, non per gioco. Con rabbia.
Il vetro vibra sotto i colpi, l’auto oscilla leggermente. Intorno nessuno interviene. C’è chi osserva da lontano, chi cambia marciapiede, chi tira fuori il telefono. La scena dura alcuni minuti, finché qualcuno chiama la polizia.
Quando arriva la volante del Commissariato di “Ivrea e Banchette”, la situazione è già fuori controllo. L’uomo è ancora lì, arrampicato sul cofano, in equilibrio precario, come se la strada fosse diventata all’improvviso il suo palcoscenico. I calci contro il parabrezza si susseguono in modo ossessivo, sotto gli occhi dei passanti.
Alla vista degli agenti il clima cambia. Il 26enne, cittadino marocchino, scende dall’auto e inizia a insultare i poliziotti, poi tenta di colpirli. La tensione sale, l’intervento diventa fisico, l’uomo viene bloccato. Ma la violenza non si ferma lì.

Anche durante il trasporto sull’auto di servizio continua a urlare, a provocare, a divincolarsi. E negli uffici di polizia il copione non cambia: stesso atteggiamento aggressivo, stessa escalation. Per lui scatta l’arresto con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, oltre alla contestazione di ubriachezza molesta.
Dagli accertamenti emerge che il giovane era già destinatario di un provvedimento di allontanamento prefettizio, emesso ai sensi dell’articolo 2 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. La Procura della Repubblica di Ivreachiede e ottiene la convalida dell’arresto. Il procedimento è ora nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, per l’indagato vale la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
È un episodio che non sorprende più. Negli ultimi mesi Ivrea compare con sempre maggiore frequenza nelle cronache per fatti simili: alcol, droghe, scatti di violenza improvvisi, strade che diventano teatro di tensione. Scene diverse, stesso copione. E una domanda che resta sospesa, ogni volta, sull’asfalto: quanto è diventato fragile l’equilibrio della vita quotidiana in città?
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