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Cronaca

Occhiali con microcamera per filmare un appuntamento all’insaputa della ragazza: video finito online e scatta la denuncia

L’uomo aveva usato occhiali con microcamera durante l’incontro conosciuto su una piattaforma dating. Nessun contenuto sessuale, ma violazione della privacy

Occhiali con microcamera

Occhiali con microcamera per filmare un appuntamento all’insaputa della ragazza: video finito online e scatta la denuncia

Ha ripreso di nascosto un appuntamento con una ragazza, utilizzando occhiali dotati di microcamera, e ha poi diffuso il video online senza il consenso della persona coinvolta. Una condotta che, pur in assenza di contenuti a sfondo sessuale, configura una violazione della privacy. Per questo i carabinieri della stazione di Domodossola hanno denunciato un giovane residente nel Verbano-Cusio-Ossola per il reato di diffusione di riprese e registrazioni fraudolente, previsto dal codice della privacy.

I fatti risalgono alla fine dello scorso anno. I due giovani si erano conosciuti attraverso una piattaforma di incontri online e avevano deciso di vedersi di persona. Durante l’incontro, senza che la ragazza ne fosse a conoscenza, l’uomo avrebbe attivato il dispositivo nascosto negli occhiali, registrando l’intero appuntamento.

Il video, successivamente, è stato pubblicato in rete. È stata la stessa ragazza, una volta venuta a conoscenza della diffusione della registrazione, a presentare denuncia, dando il via agli accertamenti. Le indagini dei carabinieri hanno consentito di ricostruire l’accaduto e di individuare l’autore della ripresa.

Gli investigatori hanno chiarito che il filmato non conteneva elementi di natura sessuale, ma questo non esclude la rilevanza penale del comportamento. La normativa tutela infatti la riservatezza delle comunicazioni e delle immagini anche quando non vi siano contenuti espliciti: registrare e diffondere immagini di una persona senza il suo consenso, soprattutto in un contesto privato come un incontro personale, costituisce un illecito.

La vicenda riaccende l’attenzione sull’uso sempre più diffuso di dispositivi tecnologici miniaturizzati e sui rischi legati alla loro impropria utilizzazione. Occhiali, penne, smartwatch e altri strumenti possono trasformarsi facilmente in mezzi di registrazione occulta, con conseguenze gravi sul piano della tutela dei diritti individuali.

L’indagine, ora, segue il suo corso. Resta il monito delle forze dell’ordine: la registrazione e la diffusione di immagini senza consenso è un reato, anche quando non vi sia alcun contenuto sessuale, e la rete non è mai una zona franca rispetto alle responsabilità penali.

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