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Cronaca

A Torino una mansarda occupata diventa un bunker della droga

La segnalazione del proprietario fa scattare l’intervento dei carabinieri in piazza della Repubblica, scoperto un deposito di stupefacenti nascosto in soffitta

A Torino una mansarda

A Torino una mansarda occupata diventa un bunker della droga

Una chiamata nella notte, una porta forzata e una scoperta che va ben oltre una semplice occupazione abusiva. È così che i carabinieri hanno arrestato un giovane di 26 anni a Torino, trovato all’interno di una mansarda occupata illegalmente nel pieno centro cittadino, trasformata in un nascondiglio per una quantità rilevante di eroina.

L’intervento è scattato nelle ore notturne in piazza della Repubblica, dopo che il proprietario dell’immobile aveva segnalato una possibile occupazione non autorizzata. All’arrivo della pattuglia del Radiomobile, i militari hanno trovato la porta d’accesso scardinata, segno evidente di un ingresso forzato.

All’interno della soffitta c’era un solo uomo, che non ha saputo fornire spiegazioni plausibili sulla sua presenza. Il controllo dei locali ha portato a una scoperta ben più grave: 674 grammi di eroina, nascosti all’interno della mansarda, insieme a un bilancino di precisione, elemento che ha rafforzato fin da subito l’ipotesi di un’attività legata allo spaccio.

Il giovane, di origine nordafricana, è risultato irregolare sul territorio nazionale e già noto alle forze dell’ordine. Per lui è scattato l’arresto con le accuse di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui e detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio.

Dopo le formalità di rito, il 26enne è stato trasferito nel carcere Lorusso e Cutugno, mentre la mansarda è stata restituita al legittimo proprietario, ponendo fine a un’occupazione che nascondeva un’attività ben più pericolosa.

L’episodio mette ancora una volta in luce come spazi secondari, soffitte e locali apparentemente marginali vengano utilizzati come basi discrete per lo stoccaggio della droga, spesso in aree centrali e densamente frequentate, sfruttando l’anonimato e la difficoltà di controllo.

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