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Cronaca
13 Gennaio 2026 - 12:20
Gatto morto davanti al municipio: sdegno e indagini per un gesto che ferisce la comunità
La domenica mattina si apre con uno strappo profondo al senso di comunità. Davanti al municipio di Villafranca Piemonte, in piazza Cavour, qualcuno ha abbandonato intenzionalmente il corpo senza vita di un gatto. Un gesto carico di violenza simbolica, consumato proprio ai piedi della “casa di tutti”, che scuote la cittadina e solleva interrogativi sul clima civile e sul rapporto tra cittadini e istituzioni.
Il ritrovamento avviene nelle prime ore di domenica 11 gennaio 2026, quando la carcassa dell’animale viene notata sull’ingresso del palazzo comunale. Una scena che colpisce per il luogo scelto, prima ancora che per l’atto in sé. Non una strada qualunque, non un angolo nascosto, ma la soglia del municipio, il punto di accesso ai servizi pubblici e alla rappresentanza democratica.
Il sindaco Agostino Bottano viene informato immediatamente e attiva senza esitazioni le procedure del caso. Vengono avvisati i carabinieri della compagnia di Pinerolo e la polizia locale, con la richiesta di avviare accertamenti rapidi e approfonditi. Il Comune mette a disposizione degli investigatori le immagini degli impianti di videosorveglianza, nel tentativo di ricostruire tempi, movimenti e, se possibile, l’identità di chi ha compiuto l’azione.
La presa di posizione del primo cittadino arriva a stretto giro e assume toni netti. In un messaggio pubblico, Bottano parla di un atto che va oltre il singolo episodio e investe direttamente il tessuto civile della comunità. «Si tratta di un gesto grave, offensivo e inaccettabile, che nulla ha a che vedere con il confronto civile, il rispetto delle istituzioni e il senso di comunità che da sempre contraddistinguono Villafranca Piemonte», scrive il sindaco. «Il municipio è la casa di tutti i cittadini, luogo simbolo della democrazia, del dialogo e dei servizi alla collettività. Episodi come questo non colpiscono una persona, ma l’intera comunità».

Parole che spostano il baricentro della vicenda. Non solo un atto contro un animale, ma un’offesa diretta a un luogo-simbolo, a ciò che il municipio rappresenta nella vita quotidiana di un paese. Un messaggio che, qualunque fosse l’intenzione di chi lo ha compiuto, viene letto come una forma di intimidazione o di provocazione nei confronti dell’istituzione.
Gli accertamenti dovranno ora chiarire la natura del gesto. Non è ancora noto se l’animale sia morto per cause naturali o se sia stato ucciso o avvelenato. Un aspetto tutt’altro che secondario, perché da questo dipenderà il profilo giuridico della vicenda. «Qualora venisse accertato che l’animale sia stato ucciso o avvelenato – aggiunge Bottano – si tratterebbe non solo di un atto intimidatorio nei confronti dell’istituzione comunale, ma anche di un comportamento incivile e grave nei confronti degli animali, per il quale l’ordinamento prevede sanzioni e responsabilità civili e penali in materia di maltrattamento o violenza sugli animali».
Il richiamo è esplicito al quadro normativo che tutela gli animali e sanziona comportamenti di questo tipo, ma anche al disvalore sociale di un’azione che usa la morte come strumento di comunicazione. In questo senso, il gesto appare doppiamente grave: per ciò che rappresenta sul piano etico e per le conseguenze che può avere sul clima di convivenza civile.
Accanto alla denuncia, il sindaco sceglie però di lasciare aperta una porta. «Ritengo doveroso aggiungere che, qualora chi ha compiuto questo atto volesse costituirsi spontaneamente, rivolgendosi alle forze dell’ordine oppure direttamente al sindaco per spiegare le motivazioni del proprio gesto, ciò rappresenterebbe un atto di umiltà, responsabilità e rispetto verso le istituzioni». Un appello che prova a riportare la vicenda su un terreno di responsabilità personale, evitando che la provocazione si trasformi in un solco ancora più profondo.
Colpire il municipio significa colpire un punto di riferimento collettivo, la soglia attraverso cui passano dialogo, partecipazione e servizi. Per questo l’episodio viene percepito come una ferita alla comunità, un segnale che chiama tutti a una riflessione sul modo in cui si esprimono il dissenso e il conflitto. «In caso contrario – ricorda ancora il sindaco – simili comportamenti possono assumere rilievi civili e penali, configurandosi anche come atto intimidatorio, oltre a ulteriori profili di gravità legati alla natura del gesto».
Ora la parola passa alle indagini. Le forze dell’ordine analizzeranno le registrazioni delle telecamere e raccoglieranno eventuali testimonianze per ricostruire cosa sia accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento. L’auspicio è che dalle immagini emergano elementi utili a individuare il responsabile o i responsabili.
Nel frattempo, a Villafranca Piemonte resta la necessità di una risposta ferma e civile: difendere gli animali, presidiare il rispetto delle regole e tutelare i luoghi che tengono insieme una comunità. Perché quando viene colpita la “casa di tutti”, non è solo un fatto di cronaca, ma un banco di prova per il senso stesso dello stare insieme.
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