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Cronaca
13 Gennaio 2026 - 09:21
Assedio in casa a Pino Torinese, un ragazzo chiama il 112 mentre i ladri colpiscono la famiglia e scappano lanciando oggetti
La casa sembrava vuota, almeno all’apparenza. In realtà, al piano rialzato dell’abitazione di via Banchette, a Pino Torinese, c’era il figlio minore della famiglia. È lui il primo ad accorgersi che qualcosa non va, nel tardo pomeriggio di sabato 11 gennaio 2026, poco prima delle 18. Rumori insoliti che arrivano dal piano inferiore, passi, movimenti che non dovrebbero esserci. Il ragazzo capisce che in casa ci sono estranei e, senza farsi notare, prende il telefono e chiama il 112.
La richiesta di aiuto parte mentre i ladri sono ancora all’interno dell’abitazione. Una decisione lucida, presa in pochi istanti, restando nascosto per non attirare l’attenzione. Pochi minuti dopo, però, la situazione cambia. Rientrano il padre e il fratello maggiore, usciti da poco e ignari di quanto stava accadendo. L’incontro è improvviso e teso. I malviventi, messi alle strette, reagiscono in modo violento: afferrano quello che trovano e iniziano a scagliare tazze e vassoi contro i due uomini per guadagnarsi la fuga.
Nonostante la presenza dei familiari e l’allarme già partito, i ladri riescono a scappare con parte della refurtiva, dileguandosi prima dell’arrivo dei carabinieri. Nessuno resta ferito, ma lo spavento è forte. Alcune telecamere di sorveglianza private della zona avrebbero ripreso la fuga, immagini ora al vaglio degli investigatori.

Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Chieri, che stanno ricostruendo l’accaduto e cercando di risalire all’identità dei responsabili. L’episodio si inserisce in un contesto già noto ai residenti della collina torinese, da tempo alle prese con una serie di furti in abitazione. Negli ultimi anni non sono mancate le segnalazioni e neppure le proteste dei cittadini, che hanno chiesto con forza un rafforzamento dei controlli sul territorio.
Nei mesi scorsi, le forze dell’ordine avevano arrestato alcuni dei presunti responsabili di una lunga sequenza di colpi, un’organizzazione strutturata, capace – secondo le indagini – di mettere a segno quasi settanta furti in pochi mesi. Per alcuni di loro erano già arrivate condanne in primo grado. L’episodio di Pino Torinese riaccende ora l’attenzione su un fenomeno che, nonostante gli arresti, continua a generare allarme e insicurezza tra i residenti.
Un furto che poteva avere conseguenze più gravi, evitato anche grazie alla prontezza del ragazzo che ha dato l’allarme, ma che conferma quanto il tema della sicurezza nelle abitazioni resti aperto sulla collina torinese.
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