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Cronaca
12 Gennaio 2026 - 13:43
Nuovo ospedale di Cuneo, il Tar boccia il ricorso: niente risarcimento alla Inc
Il Tar del Piemonte ha respinto il ricorso presentato dalla Inc Spa contro l’Azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo e la Regione Piemonte, mettendo un punto fermo su uno dei passaggi più controversi della lunga vicenda legata al nuovo ospedale del capoluogo della Granda. I giudici amministrativi hanno escluso qualsiasi diritto al risarcimento richiesto dall’azienda privata, che chiedeva 10,88 milioni di euro per le spese sostenute nella progettazione del partenariato pubblico-privato poi bocciato.
Alla base del contenzioso c’è la decisione dell’Aso, condivisa con la Regione, di scartare la proposta di project financing ritenendola non conveniente sotto il profilo economico-finanziario. Una scelta che la Inc aveva contestato duramente, sostenendo che l’esclusione fosse illegittima e che l’ente pubblico dovesse farsi carico dei costi già affrontati. Per il Tar, però, quella valutazione rientra pienamente nella discrezionalità dell’amministrazione.
Nella sentenza i giudici chiariscono che la decisione di non procedere con il partenariato è “ampiamente discrezionale” e può essere messa in discussione solo in presenza di manifesta illogicità, incongruità evidente o travisamento dei fatti, condizioni che nel caso specifico non sono state riscontrate. Al contrario, il collegio sottolinea come i dati economici emersi nel corso dell’iter abbiano rafforzato le perplessità dell’ente pubblico.
Il Tar definisce infatti “pacifico ed incontestato” l’aumento progressivo dei costi della proposta Inc. Il progetto, presentato inizialmente il 18 maggio 2022, prevedeva un investimento complessivo di 369,4 milioni di euro, con un contributo pubblico a fondo perduto pari a 121,9 milioni. Una prima revisione, datata 24 novembre 2023, aveva già fatto lievitare la stima a 508,18 milioni. Nella versione finale del 30 aprile 2024, i costi erano ulteriormente cresciuti fino a 605,71 milioni di euro, di cui 216,01 milioni a carico della parte pubblica.
Un’escalation che, secondo i giudici, legittimava pienamente la scelta di fermarsi. Il partenariato pubblico-privato, così come rimodulato nel tempo, non garantiva più quell’equilibrio economico che avrebbe dovuto giustificare il ricorso a una formula di questo tipo per la realizzazione di un’infrastruttura sanitaria strategica.
La sentenza chiude quindi, almeno sul piano amministrativo, il fronte aperto dalla Inc e rafforza la linea seguita dalla Regione Piemonte e dall’Aso Santa Croce e Carle. Resta ora sul tavolo la questione politica e programmatoria: come e con quali risorse realizzare il nuovo ospedale di Cuneo, dopo l’archiviazione definitiva dell’ipotesi di project financing che, nei numeri, si era trasformata in un’operazione sempre più onerosa per le casse pubbliche.

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