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Cronaca

Tragedia in Valle d’Aosta: valanga uccide Enrico Finezzi

Lo scialpinista biellese di 52 anni travolto durante la discesa sopra Pila. Soccorsi difficili per il vento, indagini della Guardia di finanza

Tragedia in Valle d’Aosta: valanga uccide Enrico Finezzi

Enrico Finezzi

Uno scialpinista piemontese ha perso la vita nel pomeriggio dopo essere stato travolto da una valanga in Valle d’Aosta. L’incidente è avvenuto sotto la Pointe de la Pierre, montagna che domina la conca di Pila, sopra Aosta, lungo un itinerario molto frequentato dagli appassionati di scialpinismo.

La vittima è Enrico Finezzi, 52 anni, residente a Biella. L’uomo stava affrontando la discesa con gli sci insieme ad altri tre compagni, dopo aver raggiunto la vetta a quota 2.650 metri con le pelli di foca. Il gruppo era diviso in due coppie. Poco dopo le 13, mentre percorrevano il versante esposto verso Pila, una massa di neve si è improvvisamente staccata dal costone della montagna, travolgendo Finezzi e trascinandolo a valle per diverse decine di metri.

La slavina si è verificata a circa 2.300 metri di quota, poco sopra il limite del bosco. L’uomo è rimasto sepolto sotto oltre un metro e mezzo di neve. Il pericolo valanghe in zona era segnalato come “marcato”, livello 3 su una scala di 5, anche se il percorso è considerato un classico ritenuto generalmente sicuro.

A lanciare l’allarme sono stati gli altri scialpinisti, testimoni dell’accaduto. La Centrale unica del soccorso ha immediatamente attivato il Soccorso alpino valdostano, la Guardia di finanza e i vigili del fuoco. Sul posto è intervenuto anche il medico del 118. Le operazioni sono state rese particolarmente difficili dal forte vento, che ha impedito all’elicottero di raggiungere direttamente l’area della valanga. I soccorritori, una quindicina in totale, hanno quindi risalito la montagna con gli sci, supportati da tre unità cinofile.

Le ricerche si sono svolte con sonde, in condizioni complesse anche perché la vittima non era dotata di Arva, il dispositivo di autosoccorso per la localizzazione sotto la neve. Dopo oltre un’ora, è stato il cane della Guardia di finanza a individuare un accumulo sospetto, consentendo di localizzare il corpo. Il decesso è stato constatato alle 15.10. La salma è stata trasportata a valle su barella per alcune centinaia di metri e successivamente trasferita in elicottero ad Aosta.

Le indagini sull’accaduto sono affidate alla Guardia di finanza di Entrèves.

Nel frattempo, sulle montagne italiane si sono registrati altri episodi legati alle condizioni nivologiche. Sul Gran Sasso, un imponente distacco di neve al limite del bosco sotto il Paretone del Corno Grande è stato fotografato e l’immagine, diffusa sui social, è diventata virale in poche ore. La valanga ha interessato il versante che sovrasta la Valle Siciliana e Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, ma non risultano persone coinvolte.

In Friuli Venezia Giulia, uno scalatore sloveno di 31 anni è ricoverato all’ospedale di Udine dopo essere precipitato da circa dieci metri mentre affrontava una cascata di ghiaccio in Val Saisera, sotto il massiccio del Nabois. Ha riportato politraumi e fratture alla parte superiore del corpo, ma non è in pericolo di vita.

Un altro incidente si è verificato nel Torinese, nel territorio di Pragelato, dove uno scialpinista è rimasto ferito dopo essere stato coinvolto da una valanga nella zona del Gran Miol. L’uomo ha riportato la lussazione di una spalla. Anche in questo caso il forte vento ha impedito l’intervento dell’elicottero e i soccorritori del Soccorso alpino hanno raggiunto l’area via terra.

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