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Cronaca

Alloggi Atc ripuliti dalle occupazioni abusive, Torino registra i numeri più bassi degli ultimi anni

Nel 2025 recuperate 103 case popolari, resta aperta la sfida delle assegnazioni e della legalità

Alloggi Atc ripuliti dalle occupazioni abusive, Torino registra i numeri più bassi degli ultimi anni

Alloggi Atc ripuliti dalle occupazioni abusive, Torino registra i numeri più bassi degli ultimi anni (immagine di repertorio)

Un alloggio occupato abusivamente recuperato e un secondo tentativo di occupazione bloccato sul nascere. È l’ultimo bilancio di un’operazione condotta nel complesso di edilizia sociale di via Maddalene, nel quartiere Regio Parco di Torino, dove negli ultimi mesi il numero degli appartamenti sottratti illegalmente all’assegnazione pubblica è stato progressivamente ridotto fino a rimanere, oggi, a un solo caso. Un dato che si inserisce in un quadro più ampio: nel 2025, a Torino e provincia, sono stati recuperati 103 alloggi Atc, mentre 115 risultano ancora occupati, un numero che l’Agenzia territoriale per la casa definisce come «uno dei dati più bassi registrati negli ultimi anni».

L’episodio più recente riguarda un appartamento di via Maddalene occupato nel mese di dicembre. Nella giornata di ieri l’alloggio è stato liberato dalla Polizia locale e successivamente messo in sicurezza da Atc con l’installazione di dispositivi antintrusione. L’ente provvederà ora a verificare le condizioni dell’immobile, per valutare eventuali interventi necessari prima di una nuova assegnazione. Nello stesso complesso, grazie alle segnalazioni dei residenti, è stato anche sventato un tentativo di occupazione in un altro alloggio, dove la serratura era già stata forzata.

Un risultato che viene rivendicato come frutto di un lavoro congiunto tra istituzioni, forze dell’ordine e inquilini. A sottolineare la linea seguita da Atc è il presidente Maurizio Pedrini, che ribadisce: «Il contrasto alle occupazioni senza titolo resta indispensabile per garantire la legalità e la civile convivenza. Non possiamo accettare che appartamenti destinati alle famiglie in lista d’attesa siano oggetto di occupazione da parte di persone che non ne hanno diritto». Un richiamo diretto al principio di equità che governa l’edilizia residenziale pubblica, in una città dove la domanda di casa resta elevata.

Uno degli alloggi sgomberati

Sul fronte politico, il messaggio è altrettanto netto. L’assessore regionale alla Casa Maurizio Marrone parla di una strategia che non ammette arretramenti: «Non daremo tregua a chi scippa il diritto alla casa delle persone bisognose. Lavorando insieme alle forze dell’ordine e agli inquilini, libereremo la città dalle occupazioni abusive». Una dichiarazione che conferma la volontà della Regione di sostenere le operazioni di recupero degli alloggi e di rafforzare il coordinamento con Atc e i Comuni.

I numeri del 2025 raccontano di un trend in miglioramento, ma non privo di criticità. Se da un lato il dato delle 115 occupazioni residue rappresenta un minimo storico rispetto agli anni passati, dall’altro fotografa una situazione ancora lontana dalla piena normalità, soprattutto in un contesto in cui centinaia di famiglie attendono un alloggio attraverso le graduatorie ufficiali. Ogni occupazione abusiva non è soltanto una violazione della legge, ma anche un blocco concreto all’assegnazione di una casa a chi ne ha titolo.

Il caso di via Maddalene, passato nel giro di pochi mesi da alcune decine di occupazioni a una sola, viene indicato come un modello operativo replicabile. Un risultato ottenuto grazie alla presenza sul territorio, alle segnalazioni degli abitanti e alla rapidità degli interventi, che hanno impedito il radicarsi di situazioni difficili da smantellare.

Resta ora la sfida della prevenzione, considerata decisiva per evitare nuove occupazioni e per tutelare un patrimonio pubblico già segnato da anni di difficoltà manutentive e gestionali. Atc punta su controlli mirati, messa in sicurezza degli alloggi liberi e collaborazione con i residenti, mentre la Regione insiste sulla linea della fermezza.

In una città dove l’emergenza abitativa continua a intrecciarsi con disagio sociale e tensioni nei quartieri, il recupero degli alloggi occupati abusivamente viene presentato come un passaggio necessario per ristabilire regole chiare e garantire che il diritto alla casa non venga trasformato in una corsa senza regole, ma resti ancorato a criteri di giustizia e trasparenza.

Uno degli alloggi sgomberati

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