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Cronaca

Quel bar era diventato una calamita per pregiudicati: la Questura abbassa le serrande per fermare il rischio sicurezza

Sospesa la licenza dopo controlli ripetuti, arresti e un passato già segnato da provvedimenti

Quel bar era diventato una calamita

Quel bar era diventato una calamita per pregiudicati: la Questura abbassa le serrande per fermare il rischio sicurezza

Scatta la chiusura temporanea per un bar del centro di Biella, finito nel mirino della Questura dopo una lunga serie di controlli che ne hanno evidenziato un ruolo critico sotto il profilo dell’ordine pubblico. Il questore ha disposto la sospensione della licenza per quattro giorni, un provvedimento notificato nella giornata di ieri dagli agenti della squadra amministrativa al titolare dell’esercizio. Una decisione definita preventiva, ma maturata alla luce di un quadro ritenuto ormai consolidato.

Secondo quanto emerso dalle verifiche condotte nelle ultime settimane, il locale sarebbe diventato un punto di ritrovo abituale per un nutrito gruppo di pregiudicati. Una situazione che, per la Questura, non poteva più essere tollerata. In una nota viene chiarito che il contesto riscontrato «se non tempestivamente interrotto, avrebbe potuto facilmente degenerare», facendo emergere il rischio concreto di episodi più gravi.

L’episodio considerato più significativo risale al 27 novembre scorso. In quella occasione, durante un controllo delle volanti, all’interno del bar sono stati identificati 18 clienti, di cui 13 con precedenti penali e sei già colpiti da condanne definitive. Numeri che hanno rafforzato le preoccupazioni degli investigatori e confermato il ruolo del locale come punto di aggregazione problematico.

Durante quelle stesse operazioni, uno dei presenti, apparso fin da subito visibilmente agitato, ha tentato di sottrarsi al controllo, arrivando a spintonare gli agenti nel tentativo di darsi alla fuga. L’uomo è stato però bloccato e arrestato con le accuse di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale. Un intervento che, secondo la Questura, rappresenta solo uno dei numerosi episodi che hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine all’interno di quello stesso locale.

Il provvedimento disposto in questi giorni non è un caso isolato. Lo stesso bar era già stato destinatario di misure analoghe nel 2018 e nel 2022, senza che, secondo gli accertamenti, la situazione fosse realmente cambiata nel tempo. Un elemento che ha pesato nella valutazione finale e nella scelta di intervenire nuovamente con la sospensione dell’attività.

Nel bilancio di fine anno, il questore Delia Bucarelli aveva già annunciato una linea di fermezza sul fronte della sicurezza urbana, ribadendo la volontà di ricorrere, quando necessario, alla leva dei «provvedimenti» per affrontare in modo rapido le situazioni considerate più urgenti e potenzialmente pericolose per la collettività. La chiusura del bar si inserisce dunque in questa strategia, che punta a prevenire criticità prima che possano trasformarsi in emergenze.

Per quattro giorni le serrande resteranno abbassate, mentre resta aperto il tema più ampio del controllo dei luoghi di aggregazione e della responsabilità dei gestori nel garantire che le attività commerciali non diventino terreno fertile per comportamenti illegali o pericolosi.

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