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Cronaca

Lo Stato assente: a Torino tra spaccio e fuochi notturni il quartiere è ostaggio dell’illegalità

Denuncia politica su via Favria, corso Palermo e via Agliè: chi vive nel quartiere chiede sicurezza e interventi immediati

Lo Stato assente

Lo Stato assente: a Torino tra spaccio e fuochi notturni il quartiere è ostaggio dell’illegalità

Nel quartiere Barriera di Milano, nel tratto compreso tra via Favria, corso Palermo e via Agliè, la situazione descritta dai residenti e denunciata politicamente nelle ultime ore viene definita senza mezzi termini come fuori controllo. Non una criticità episodica, ma una condizione che – secondo quanto segnalato – si ripete ogni notte, incidendo sulla vivibilità, sulla sicurezza percepita e sull’uso stesso dello spazio pubblico.

Al centro delle segnalazioni c’è una presenza costante di spaccio, attribuita dal capogruppo di Fratelli d’Italia a gruppi organizzati che stazionano stabilmente nell’area. A questo si aggiunge il ruolo di alcuni locali della zona, indicati come punti di appoggio logistico: luoghi dove, sempre secondo la denuncia politica, verrebbero forniti cibo e bevande, e che potrebbero fungere da nascondigli per droga e denaro, oltre che da spazi di sosta e riposo durante i cambi turno dell’attività di spaccio.

Una situazione che, come emerge dalle segnalazioni corredate da documentazione fotografica, non si limiterebbe alla sola attività illecita. I residenti parlano di fuochi accesi tutte le notti, con bracieri improvvisati alimentati a carbonella direttamente su strade e marciapiedi. Fiamme libere che, in alcuni casi, verrebbero accese in mezzo alle autovetture regolarmente parcheggiate su corso Palermo, con evidenti rischi per la sicurezza e problemi di ordine pubblico. Il fumo, denso e persistente, renderebbe difficile persino tenere le finestre aperte, trasformando un disagio urbano in una condizione quotidiana di limitazione della libertà personale.

Il quadro che viene restituito è quello di un’area dove i residenti si sentono inermi, impossibilitati ad affacciarsi, a transitare liberamente sui marciapiedi, a vivere il quartiere senza timori. Un clima che, secondo la denuncia politica, avrebbe superato da tempo la soglia della tollerabilità, scivolando in una normalizzazione dell’illegalità che pesa soprattutto su chi in quelle strade vive e lavora.

Di fronte a questa situazione, il capogruppo di Fratelli d’Italia ha annunciato di aver attivato un canale diretto con i vertici politici del partito, chiedendo un intervento immediato e coordinato. È stata inviata una comunicazione al presidente di riferimento affinché si interfacci con forze dell’ordine, assessore alla Sicurezza e Comune di Torino, sollecitando azioni concrete e continuative. L’obiettivo dichiarato è quello di interrompere una condizione definita “vergognosa”, che non può essere archiviata come semplice problema di decoro urbano.

La denuncia assume anche un tono di avvertimento politico: l’intenzione dichiarata è quella di mantenere alta l’attenzione, senza arretrare, trasformando la vicenda in una battaglia quotidiana. Un presidio costante, almeno sul piano politico e mediatico, per impedire che l’area continui a essere percepita come una zona franca, sottratta alle regole e al controllo.

Barriera di Milano, da anni al centro di interventi, promesse e operazioni di sicurezza a fasi alterne, torna così sotto i riflettori per una questione che intreccia ordine pubblico, convivenza civile e responsabilità istituzionali. La richiesta che sale dal territorio è chiara: non interventi spot, ma una presenza stabile e risolutiva, capace di restituire ai residenti ciò che sentono di aver perso da tempo – la possibilità di vivere il proprio quartiere senza paura.

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