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Cronaca
03 Dicembre 2025 - 17:05
Mario Roggero
La sentenza odierna pronunciata dalla Corte d'Assise d'Appello di Torino chiude, almeno per questo grado di giudizio, il controverso iter processuale a carico di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che nell’aprile 2021 uccise con 3 colpi di pistola due rapinatori che tentavano di fuggire con la refurtiva. L’episodio di cronaca ha infiammato fin da subito il già accesissimo dibattito sul tema della legittima difesa.
Poco fa i giudici hanno letto il dispositivo della sentenza che lo condanna a 14 anni e 10 mesi di carcere. Il Tribunale di Asti, in Primo Grado, lo aveva condannato a 17 anni.
I fatti risalgono al 28 aprile 2021, quando Roggero subì una rapina a mano armata all’interno del suo negozio. Tre banditi, armati di pistola (poi risultata finta) e coltello si introdussero nell'attività, terrorizzando il commerciante, sua figlia e la moglie. Secondo le dichiarazioni rilasciate nel corso del processo dal gioielliere, l'arma gli fu puntata in faccia ripetutamente, per costringerlo a consegnare il contenuto della cassaforte, mentre la moglie fu colpita duramente al volto. Sentendosi in imminente pericolo di vita e affermando di voler proteggere sé stesso e la famiglia, Roggero reagì sparando con una pistola legalmente detenuta.
Dopo le prime colluttazioni, avvenute all’interno della gioiellieria, il conflitto a fuoco si tenne all'esterno del negozio. Mentre i rapinatori cercavano di fuggire in auto con il bottino, Roggero li inseguì sparando in rapida successione un totale di quattro colpi di pistola. Il bilancio di quell'episodio fu tragico: due banditi, Giuseppe Mazzarino e Andrea Spinelli furono brutalmente uccisi. Quest’ultimo fu poi colpito con numerosi calci al volto dal gioielliere, mentre giaceva inerme sul marciapiede. Un terzo complice, Alessandro Modica riuscì invece a sopravvivere, patteggiando successivamente una condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione per la rapina tentata alla gioielleria.
L’imputato ha sempre sostenuto di non aver avuto l'intenzione di sparare per uccidere i rapinatori, ma di aver agito esclusivamente per salvarsi la vita. "Se lui non mi avesse puntato la pistola, io non avrei sparato," ha ribadito nelle sue dichiarazioni spontanee durante l’udienza di oggi. Ha poi voluto sottolineare come l'episodio abbia rovinato la sua vita e quella della sua famiglia sia dal punto di vista psicologico che professionale. Una vita già fortemente segnata da una violenta rapina avvenuta nel 2015. A seguito di quell’episodio i due responsabili erano stati condannati al pagamento di una somma pari a 95.000 euro come risarcimento. “Sapete quanto ci hanno versato i due rapinatori in cinque anni? Per due volte 50 euro. La mia vita e quella della mia famiglia non sono state più le stesse: continuiamo a vivere nella paura, ogni sconosciuto che entra in negozio ci ricorda quei momenti di terrore”.
Il processo in primo grado, tenutosi presso il Tribunale di Asti, si era concluso il 3 dicembre 2023. Mario Roggero fu condannato o a 17 anni di reclusione, a fronte dei 14 chiesti dalla pubblica accusa per l’omicidio dei due rapinatori. In quell’occasione fu esclusa la sussistenza della legittima difesa.
L’udienza di oggi è stata preceduta da un appello diretto lanciato dallo stesso Mario Roggero. Tramite il suo profilo Facebook, il gioielliere ha infatti chiesto ai suoi sostenitori di prendere parte al processo odierno a Torino, trasformando l'udienza in un momento di forte solidarietà pubblica, amplificando la dimensione mediatica del caso ben oltre alle aule del Palazzo di Giustizia.

L'avvocato difensore dell’imputato, Stefano Marcolini, che ha sempre sostenuto la legittima difesa del suo assistito, ha anche presentato ricorso in Cassazione nella giornata di ieri per chiedere la ricusazione della Corte d'Appello, parlando di “colpevolezza già stabilita”. Un'istanza che è stata prontamente respinta poiché i giudici si erano precedentemente espressi sul sequestro dei beni del commerciante.
Nel processo d'Appello a Torino di oggi, l'Accusa rappresentata dalla Procura Generale, con i Pubblici Ministeri Davide Greco e Giancarlo Avenati Bassi. Entrambi aveva chiesto alla Corte di confermare integralmente la condanna a 17 anni pronunciata in primo grado. Nonostante la richiesta della Procura Generale di confermare la condanna a 17 anni, la Corte d'Assise d'Appello di Torino ha accolto parzialmente le istanze della difesa. La Corte, riconoscendo comunque l'eccesso nell'azione del gioielliere ed esclude ancora una volta la legittima difesa condanna Mario Roggero a 14 anni e 10 mesi di reclusione.
La sentenza odierna è l'esito di una complessa valutazione tra il diritto alla difesa del cittadino e i limiti posti dalla legge sull'uso della forza in casi in cui una singola e immediata decisione può detemrinare l'esito della vita di più persone. Tuttavia il percorso precessuale non è ancora del tutto terminato. Si attende quindi un'eventuale ricorso in Cassazione a parte della difesa di Roggero.
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