Cerca

Sanità

L'ospedale di Settimo verrà venduto ai privati. Lo conferma l'assessore regionale. Intanto la Procura di Ivrea continua a indagare

Anche su questa gara - c'è da giurarci - la Procura di Ivrea accenderà un faro grande come tutto l'ospedale.

L'ospedale di Settimo verrà venduto ai privati. Lo conferma l'assessore regionale. Intanto la Procura di Ivrea continua a indagare

ospedale settimo

"L'ospedale di Settimo verrà ceduto ai privati, e il Servizio sanitario regionale sarà destinato a essere sostituito da logiche di mercato e competizione". Così la consigliera regionale grillina Francesca Frediani, dopo la conferma della prospettiva di vendita arrivata oggi in Consiglio regionale dall'assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.

"La pubblicazione del bando di gara per la vendita - sottolinea Frediani - è prevista a breve: questa la risposta alle preoccupazioni manifestate dal territorio, dagli operatori e dai sindacati. Posti letto e servizi, in particolare quelli di lungodegenza, verrebbero conservati ma le parole dell'assessore non possono rassicurarci".

"Uno scenario in cui la Sanità italiana vede una crescente presenza di soggetti privati che si sostituiscono al pubblico - rimarca - è caratterizzato da iniquità e difficoltà di accesso alle cure per chi non può permettersele. Non possiamo rassegnarci a questa prospettiva. La Sanità pubblica va difesa strenuamente e invece sembra destinata a un inarrestabile declino, stante la cronica carenza di fondi e i crescenti problemi di mancanza di personale. La vendita dell'Ospedale di Settimo è solo l'ennesimo tassello del percorso".

Dal canto suo Icardi ha rimarcato che: "Sulla cessione a terzi, c'è la garanzia della continuità dei servizi".

"Il percorso individuato per l'Ospedale di Settimo - ha affermato Icardi, rispondendo all'interpellanza - è legato alla vendita tramite gara pubblica senza alcuna variazione rispetto ai posti letto e alle tipologie di prestazioni attualmente erogate".

"La cessione a terzi - ha osservato l'assessore - è stata individuata quale opzione perseguibile a seguito di un percorso di analisi improntato a tutelare le garanzie della continuità dei servizi, con particolare riguardo alle specialità di lungodegenza e riabilitazione, e in attuazione delle norme di programmazione regionali".

Anche su questa gara - c'è da giurarci - la Procura di Ivrea accenderà un faro grande come tutto l'ospedale.

Sul tavolo un dossier per presunte mazzette e altrettanto presunti appalti pilotati all’AslTo4.

I pm Valentina Bossi e Alessandro Gallo da settimane sono al lavoro e stanno ascoltando testimoni e indagati

Continuano di pari passo ad andare avanti le investigazioni affidate alla Guardia di Finanza di corso IV Novembre a Torino. Sul tavolo degli inquirenti numerose intercettazioni telefoniche ancora da approfondire, ma che fanno parte del fascicolo d’inchiesta. 

L’indagine si concentra in parte su due società, la Cm Service di Cascinette di Ivrea e la Serniramis che della Cm Service è socio unico.

Due aziende i cui vertici e alcuni dipendenti, secondo la tesi dell’accusa, sarebbero al centro di un’attività «illecita e corruttiva».

Dalle carte emergerebbe un “sistema” ideato solo ed esclusivamente per accresce potere e influenze a livello politico.

Finora i contenuti delle intercettazioni non sono stati resi pubblici, ma tra gli intercettati si parlerebbe di tutto un po’.  Alcuni,  chiamerebbero in causa, ancora non è chiaro se solo per millantare, anche politici ed ex politici di primo piano a livello piemontese, assessori, consiglieri regionali ed ex assessori. In mezzo alcuni primi cittadini e le loro consorti, di cui una assunta proprio nel periodo di tempo sul quale sta indagando la procura di Ivrea.

I due magistrati, Valentina Bossi e Alessandro Gallo procedono per gradi, da un lato intendono verificare la regolarità di appalti, gare, affidamenti, nomine e promozioni, dall’altro vogliono accertare il ruolo e il credito vantato sia in Regione (dove sono state anche effettuate delle perquisizioni) che negli uffici dirigenziali dell’AsTo4, dalle società di Ivrea e Cascinette di Ivrea, dal procuratore, Massimo Cassinelli, dalla moglie ed ex Mugnaia del carnevale di Ivrea, Anna Maria Conversa, e dalla sorella di quest’ultima, Rita Carmela.

Anna Maria Converso, mugnaia 1998

Tra i tanti punti interrogativi da sciogliere uno fa riferimento alle società racchiuse in Cm Service. E se il “socio unico” di Cm Service risulta essere un’altra società, Sermiramis, anche questa in capo a Cassinelli e Conversa, tra le partecipazioni emergono altre due aziende, entrambe domiciliate allo stesso indirizzo di via Palestro a Ivrea.

Si tratta delle società “Lions Holding Assest” e “I tre leoni”, dove compaiono come soci e amministratori a vario titolo, sempre Massimo Cassinelli e la moglie Anna Maria Conversa.

La concentrazione è alta anche  su un’altra azienda, la “Alnath Consulting Srls”, domiciliata presso l’abitazione della coppia e socia sia di “I tre leoni” che di “Lions Holding Assest”.

La “Alnath Consulting Srls è composta da soli due soci al 50%, Massimo Cassinellie Anna Maria Conversa, ha un capitale sociale di 1.200 euro, un patrimonio di 700 euro e una perdita di esercizio di 2.336 euro.

Numeri ben diversi dai 5 milioni di euro interamente versati in Cm Service.

Gli indagati

Nell’elenco degli indagati, oltre a Massimo Cassinelli, Anna Maria Conversa e la sorella Rita Carmela, figurano il direttore generale dell'Asl To4 Stefano Scarpetta e la direttrice Gloria Chiozza. E poi Marianna Anselmo (dipendente di Cm Service), Claudia Griglione (Tecnico AslTo4), Maurilio Ognibene (Tecnico della prevenzione),  Andrea Fiorillo (Tecnico ingegnere), Enzo Bertellini (Tecnico della prevenzione), Maria Grazia Gazzera (Operatrice ospedale di Cuorgné e consigliere comunale di maggioranza), Massimo Gai (Medico), Gaia Pavan (Tecnico della prevenzione), Mariella Forma (Coordinatrice di laboratorio), Michele Scusello (Capo area della Cm Service), Stefano Loss Robin (Direttore amministrativo dell’AslTo4), Dario Fornasieri (Laboratorio analisi), Pasquale Salerno (Coordinatore di laboratorio) e Marco Salvagno, ex ufficiale della Guardia di Finanza già operativo per anni a Torino e attuale dirigente del “Mater Olbia Hospital”, indagato per turbata libertà degli incanti. Altre accuse contestate a vario titolo: turbativa d’asta, corruzione, rivelazioni e abuso di atti d’ufficio.  

Tra gli indagati (per abuso d’atti ufficio, corruzione e accesso abusivo al sistema informatico) anche la dirigente delle professioni infermieristiche e tecniche Carla Fasson. Come presidente della commissione aggiudicatrice di un concorso per operatori di laboratorio espletato lo scorso anno pare abbia suggerito prima le risposte ad alcuni candidati...  

Un avviso di garanzia è stato recapitato al sindacalista Gian Livio Lembo della Uil che ha vinto il bando per un posto di tecnico di radiologia a Settimo ed essendo l’unico partecipante, come prevede il regolamento, non ha sostenuto alcuna prova.  

Infine c’è Carlo Bono (direttore del distretto sanitario di Settimo Torinese) indagato per corruzione e per aver favorito Cm Service nell’affidamento della gestione delle Rsa di Settimo e San Mauro, attribuendo un punteggio  di quasi il doppio rispetto alla seconda classficata in cambio di un automezzo (un furgone). 

L’ospedale di Settimo

Tra le ipotesi investigative una, come già detto, finisce diritta all’ospedale di Settimo Torinese gestito dalla Società SAAPA che ha come soci  l’Asl Città di Torino, l’Asl To4, il Comune di  Settimo, la Cooperativa Frassati e Patrimonio S.r.l.  E' indagato Alessandro Rossi, l'Amministratore, ma anche direttrice Anna Maria Ghiberti  (per frode in pubbliche forniture) e l’avvocato  Mauro Milan consulente dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021, in concorso con il liquidatore e con altre tre persone, per  turbativa d’asta, per aver dato un parere positivo sulla possibilità di prorogare il contratto, nelle more di un un contenzioso fra Saapa e la cooperativa Frassati, alla Cm Service.

Sull’ospedale di Settimo c’è una denuncia firmata dall’ex direttore amministrativo nonchè ex sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat. Una delle ipotesi investigative è che si sia voluto arrivare appositamente ad una gestione fallimentare di SAAPA (anche il bilancio di quest’anno si chiude con una faraonica perdita) per favorire l’ingresso dei privati.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori