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14 Gennaio 2022 - 18:54
Luca Pedrale
CRESCENTINO. Nuova iniziativa del politico crescentinese Luca Pedrale, che nel maggio scorso aveva annunciato di essere stato nominato “commissario provinciale dell’Udc”.
Pedrale, già vicesindaco di Crescentino tra il 1987 e il ‘90 e consigliere regionale di Forza Italia dal 2000 al 2014, ha annunciato di essere stato nominato presidente regionale di “Noi di Centro”, movimento politico che fa capo a Clemente Mastella e Giorgio Merlo e che si prefigge la creazione di una grande aggregazione di forze moderate.
«Con grande piacere - ha dichiarato Pedrale - mi è stato affidato dal segretario nazionale, onorevole Clemente Mastella, e dal presidente nazionale, onorevole Giorgio Merlo, l’incarico di presidente regionale di “Noi di Centro”. Il movimento politico ha l’obiettivo di unire le varie forze moderate in una federazione di centro che ha come riferimento l’elettorato liberale, popolare, cattolico e socialista riformista. A questa federazione, a cui stanno già lavorando “Noi di Centro”, “Cambiamo” di Toti e Brugnaro e Italia Viva, sono interessati anche settori di Forza Italia e dell’Udc. C’e grande interesse ed attenzione per questa aggregazione di centro che si sta costruendo e che avrà un ruolo decisivo per l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica».
Quanto alle priorità politiche, Pedrale precisa che “Noi di Centro” si distingue «per una particolare attenzione per i problemi concreti della gente e del territorio. Le problematiche delle persone sono al centro dell’azione di “Noi di Centro”: è volutamente un gioco di parole perché è ora di tornare a delle forze politiche che mettano in primo piano il cittadino, la persona. Negli ultimi anni è mancato un rapporto diretto con la gente ed il territorio, complici anche sistemi elettorali che riducono al massimo la possibilità di scelta da parte dell’elettorato. Vogliamo invece che vi sia un collegamento costante con la gente, gli amministratori pubblici, con le associazioni di volontariato e culturali, con i sindacati e con le categorie economiche e sociali».
Pedrale ricorda infine come «il Piemonte e la provincia di Vercelli nei prossimi anni dovranno fare scelte decisive sulla vocazione o più vocazioni economiche che si vogliono intraprendere. Il settore dell’automobile è da difendere e valorizzare visto il patrimonio tecnico e professionale che Fiat ha lasciato, ma la nostra regione vive anche di agricoltura, turismo, cultura ed enogastronomia».
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