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CRESCENTINO. Aveva cercato di investire la moglie Il tribunale lo condanna a dieci anni

CRESCENTINO. Aveva cercato di investire la moglie Il tribunale lo condanna a dieci anni

Tribunale

CRESCENTINO. E’ stato condannato alla pena complessiva di dieci anni Vlada Dragutinovic, accusato del tentato omicidio della moglie Ivana Donadio e di maltrattamenti nei confronti della donna. Ieri l’uomo, detenuto da quasi un anno, davanti al giudice Cristina Barillari è stato condannato in rito abbreviato. Per il tentato omicidio la pena è stata di 8 anni e quattro mesi, per i maltrattamenti di un anno e otto mesi.

La tesi del difensore: «Aveva fatto manovra per farla risalire in auto»

Tutto era avvenuto il 13 dicembre dell’anno scorso a Crescentino. Secondo le ricostruzioni la coppia di 56enni, residenti a Rivoli, stava viaggiando a bordo di un’auto: erano venuti a Crescentino a far visita a degli amici. Tra i due era scoppiato un violento litigio e l’uomo aveva aggredito la donna. Lei era riuscita a scendere dall’auto, ma lui aveva continuato a colpirla. Alla scena avevano assistito diversi testimoni che hanno evitato il peggio. L’uomo infatti, secondo le accuse, ha provato più volte ad investire la moglie, che è riuscita a scansarsi in tempo dalla traiettoria del veicolo, dandosi poi alla fuga. La donna aveva comunque riportato diversi traumi ed era finita in ospedale. Agli inquirenti aveva raccontato anche un’altra serie di episodi precedenti che al marito sono valsi l’accusa di maltrattamenti.

La donna è morta nel gennaio di quest’anno: non è stato contestato l’omicidio perché l’autopsia non ha evidenziato legami tra la condotta del marito e le cause della morte. Il sostituto procuratore Rosamaria Iera ha quindi proceduto per tentato omicidio e maltrattamenti a carico di Vlada Dragutinovic, chiedendo la condanna a una pena di dieci anni.

Dopo l’episodio del 13 dicembre l’uomo era stato a sua volta vittima di un incidente stradale: la sua auto era finita fuori strada capottandosi, sempre a Crescentino. Era stata trovata diversi giorni dopo: lui era all’interno, privo di sensi. E’ stato in coma prima di riprendersi e finire in carcere.

Il suo avvocato Marco Mario D’Emanuele valuterà se proporre appello dopo aver letto le motivazioni della sentenza; il difensore sostiene infatti che Dragutinovic avesse fatto manovra non per investire la donna ma per farla risalire sull’auto.

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