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12 Aprile 2021 - 19:27
Suor Piergemma Tonetti
Si è spenta all’ospedale di Chivasso, vinta dal Covid all’età di 84 anni, suor Piergemma Tonetti, della Congregazione delle Suore di Maria Consolatrice. Una religiosa che ha lasciato un segno non solo nella comunità di Crescentino dove si trovava da quattro anni, ma anche nella vicina Saluggia, dove aveva operato all’interno della Cascina Primavera.
Originaria di Verghera, frazione di Samarate (Varese), ha svolto la sua silenziosa opera in moltissime realtà, non solo in Piemonte.
Da quattro anni era all’Istituto “Minella”, ma in precedenza aveva rivestito l’incarico di superiora a Saluggia e a Bordighera. «Ovunque - la ricordano amiche e consorelle - si è sempre dimostrata attiva e disponibile; si è sempre occupata di contabilità, nella quale era precisa e meticolosa. Di carattere allegro e gioviale, era sempre pronta alla battuta scherzosa e ad aiutare chiunque si trovasse nel bisogno. Allo stesso tempo era molto riservata, coltivava la sua vita di preghiera e unione col Signore trascorrendo, ogni giorno, diverso tempo in cappella. Le piaceva approfondire i discorsi del Papa e i documenti della Congregazione. In parrocchia era sempre partecipe alle liturgie, alle novene, alla Via Crucis e all’adorazione del giovedì».
Suor Carla Cigliola della Cascina Primavera di Saluggia la ricorda così: «E’ stata da noi per tre anni circa. Era una persona molto forte, è stata la prima suora in Italia a prendere la patente per i pullman; aveva tutti i brevetti. Era una donna molto forte e massiccia che per il suo aspetto poteva sembrare un po’ burbera ma in realtà non lo era, anzi era molto generosa e sensibile. Si commuoveva davanti a situazioni di fragilità. Aveva operato molto anche in campo della sanità, in cliniche, nonostante non fosse infermiera; amava apprendere cose nuove e infatti aveva svolto un corso da fisioterapista. Era stata infatti nella Casa di spiritualità “Villa Moretta” a Pergine Valsugana (Trento) ma anche in un pensionato universitario per ragazze a Roma. Era una persona buona che ha sempre fatto del bene nelle comunità dove ha prestato la sua opera».
Le sue esequie sono state celebrata a Verghera, suo paese natale, mentre nella parrocchiale di Crescentino è stato recitato il Rosario.
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