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25 Aprile 2022 - 16:21
In foto, alcuni momenti dell’inaugurazione
“Il mutamento culturale riguardante la guerra è stato un passaggio fondamentale di quest’ultimo secolo. La guerra si è trasformata nel fallimento umano che porta soltanto un’escalation di violenza da evitare in ogni modo - commenta l’Amministrazione Comunale -. Le canzoni che accompagnano i conflitti seguono questa evoluzione di pensiero, passando dall’esaltazione patriottica ai movimenti di pacifismo e nonviolenza”. Da “La Bella Gigogin” e “Fischia il vento” a “La Guerra di Piero” e “Generale” con i testi di Cristiana Cordero e gli arrangiamenti di Davide Motta Frè e gli artisti del “Teatro Regio” di Torino: il soprano Cristiana Cordero, il mezzosoprano Daniela Valdenassi , il tenore Giancarlo Fabbri, e Davide Motta Frè al basso, al pianoforte Paolo Crosa.
Lunedì 25 aprile sono seguite le celebrazioni ufficiali che hanno previsto la consueta Messa presso la Chiesa parrocchiale Invenzione di Santa Croce seguita dalla deposizione della Corona di alloro al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre e la posa di un fiore sulle tombe dei Partigiani presso il Cimitero comunale. Nell’occasione è stata inaugurata la Piazza dedicata a “Gino Strada chirurgo e uomo di pace - cofondatore di Emergenzy”. Hanno partecipato la Sezione Anpi di Ivrea e Basso Canavese, il Gruppo Alpini Piero Malvezzi di Parella, la Filarmonica Santa Cecilia di Colleretto Giacosa e Parella. Presenti i sindaci della Pedanea e i ragazzini delle scuole.
“Siamo da sempre attenti a questi temi, abbiamo già installato a suo tempo una panchina contro la violenza di genere - afferma il sindaco Marco Ernesto -. Ci ha colpito e condividiamo l’operato di Gino Strada”.
In rappresentanza di Emergency sono intervenuto Silvio Conto, professore piveronese, e la torinese Franca Mangiameli. “Siamo qui a ricordare che i diritti abbiamo dovuto conquistarceli, e con grandi sacrifici” ha rammentato, e non è scontato, Conte citando Strada: “crediamo nell’uguaglianza di tutti gli essere umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla loro appartenenza etcnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica. Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per risolvere le contese tra gliuomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse. Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano i diritti di base di tutti i membri della società”.
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