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20 Giugno 2019 - 11:55
Qualche giorno fa, la città è stata colpita da un terribile lutto, la morte di Giuliana Giordano, 59 anni. Maestra prima e dipendente comunale prima è stata ricordata, con grande commozione, nel consiglio comunale andato in scena l’undici giugno. Il primo a parlare è stato il neo sindaco, Ernesto Marco- “Oggi ci ha lasciato una cara persona ed amica. Giuliana ha lavorato tanti anni tra queste mura, iniziando come maestra del dopo scuola e poi come impiegata negli uffici. Ognuno di noi che ha vissuto ed è cresciuto a Colleretto avrà un suo ricordo. Il mio, quello di un ragazzetto che alle elementari trascorreva i pomeriggi al dopo scuola dove con lei si svolgevano attività ludiche e di studio, le canzoni che ci ha insegnato, prima tra tutte Samarcanda di Vecchioni, le merende a pane e marmellata e quando il tempo lo permetteva i lunghi pomeriggi al Parco Giochi, sotto il suo attento occhio vigile. Ricordo i centri estivi, dove Giuliana si prestava a seguire noi bambini di Colleretto, le mattine che iniziavano con il ritrovarsi nella piazza qui davanti e poi la passeggiata fino a Villa Albertini, passando dal Vernei e su per la pineta... la corsa per ristorarsi a metà strada, alla fontana del Castello e i suoi richiami, se poi qualcuno si attardava nella fila. Col tempo sono cresciuto, ma non ho mai visto mutare il suo impegno per Colleretto, il suo compito di impiegata e la sua disponibilità nelle richieste che avanzavo quando, Consigliere nelle passate Amministrazioni, le facevo. Giuliana, che è stata una bellissima donna, solo qualcosa di brutto la poteva sopraffare, ma questo non permetterà di cancellare il ricordo che ho... che abbiamo di lei Il ricordo indelebile del suo richiamo al parco giochi: “ragazzi .... Si vaaaaa”.
La comunità collerettese, che ora rappresento, ti è grata per il tuo impegno e la capacità dimostrata, in questi anni di lavoro. Ciao, Giuliana”.
Parole d’affetto, poi, anche da parte dell’ex prima cittadina, Paola Gamba.
“Anch’io avrei preferito non dover intervenire, perché tutti avremmo voluto farne a meno. Dal momento che il Sindaco ha detto alcune parole a livello istituzionale, io mi sento di spenderne alcune a carattere personale: trattasi di ricordi più recenti, anche legati alla sua malattia; meno belli, quindi. Giuliana, nei dieci anni in cui sono stata qui, era colei che apriva il Comune e questo non era solo un compito a livello fisico: era anche altro. Ricordo anche il rito di prendere il caffè la mattina assieme.
E, poi, le diverse telefonate durante il giorno: lei occupava anche l’Ufficio protocollo, per cui era l’interfaccia stesso del Comune nei suoi rapporti con l’esterno. Giuliana è stata oggetto di ricordi del passato e anche del futuro di questo Ente: Giuliana ha rappresentato al meglio il nostro Comune, perché, per un Sindaco, avere come dipendente una persona come Giuliana voleva dire poter contare su un alto senso di professionalità, oltre all’aspetto umano e amicale”.
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