CIRIE'. Avevano cominciato a riempire piazza San Giovanni assieme al suo duomo già dopo le 14.15 di venerdì scorso. Erano parenti, amici, conoscenti di Alessia Panetta, la sedicenne che ha perso la vita alle sei di mattina di lunedì 11 luglio in un incidente avvenuto alle porte di San Mauro.
Un quarto d'ora dopo, le parole di Don Luigi Magnano hanno preso il posto dei discorsi sussurrati, dei ricordi di Alessia enunciati a mezza voce, del pianto di alcuni, degli occhi lucidi di altri. Don Luigi ha tracciato un ricordo verace, sincero, della ragazza. L'ha concluso con una frase che ha scatenato un applauso commosso, che ha occupato tutta la chiesa: "Arrivederci in cielo, Alessia".
A intervenire, poi, è stata una donna, una madre, che ha cominciato il suo ricordo raccontando di come la madre di Alessia le avesse detto, qualche ora prima, di raccontare la figlia "come solo una madre sa fare". "La tua essenza inesorabilmente ci catturava - ha detto -. Era un'essenza fatta di sogni, i sogni tipici della tua età, Alessia. Perché proprio te? Come faremo a sopportare questo dolore? Ti stiamo cercando nei ricordi in questi giorni, e tu parlaci in silenzio. I tuoi segni saranno una melodia per la nostra anima e un conforto per il nostro cuore. Avevamo ancora tutto da dirti. Sei andata via dal nostro abbraccio troppo presto. Erano così pochi i tuoi anni, Alessia. I tuoi genitori ti piangono, e ci mancherai, il vuoto di te è immenso, e i nostri occhi avranno sempre stampato il tuo sorriso pieno di luce. Torna ogni tanto nei sogni dei tuoi cari per accarezzare i loro cuori. Tu, che sarai stella tra le stelle per l'eternità. Noi siamo qui, stretti con l'amore per una figlia, ma sconcertati. Ora, devi seguire il tuo tragico destino, quello della 'strage dei ragazzi', come hanno scritto i media. Noi siamo qui per donarti un bacio sulla fronte. Portalo con te. Il ricordo tenero e dolce di te, sappilo, ha migliorato questo mondo. Saremo sempre inondati del sentimento di te. Tu continua a ridere spensierata, a danzare allegra. Prega. Pensaci, Alessia. Noi saremo in te e tu vivrai in noi, insieme e per sempre. Alessia, giovane angelo del cielo, veglia sul tuo adorato fratello Francesco. Veglia su tua mamma, su tuo padre, su tutta la tua famiglia. Veglia su tutti i tuoi cari. Aiuta il tuo adorato Andrea, colui che ti scriveva "un giorno ti sposerò". Lui farà sempre parte della tua famiglia, come un altro figlio, perché certi legami d'amore sono indissolubili. Mi permetto di parlare a nome di tutta la famiglia di Alessia. Vogliamo ricordare anche le altre vittime che hanno perso la vita assieme a lei. Edoardo e Kevin".
A questo punto, un altro applauso, un altro abbraccio che la comunità ha voluto consegnare ai tre ragazzi scomparsi.
"Noi preghiamo per loro, anche per loro, affinché riposino in pace. La chiesa è gremita, la piazza di fronte è stracolma, la strada di casa è strapiena. Ad Alessia vogliamo bene tutti. Grazie". E un altro, fragoroso, calorosissimo, applauso.
Nei giorni precedenti al funerale, decine di persone si sono recate in via Falcone e Borsellino, a Nole, dove Alessia viveva assieme alla famiglia. Il cancello in corrispondenza del loro numero civico era aperto, a differenza degli altri.
Le persone entravano, uscivano, e un via vai di macchine ha testimoniato quest'ondata di amore che ha invaso la casa della ragazza. Qualcuno avrà lasciato un bacio o un abbraccio ai parenti, qualcun altro un ricordo più distaccato ma egualmente commosso.
Tutti, in definitiva, hanno voluto far sentire la propria vicinanza alla famiglia dopo una perdita così grave. Chi non è andato a trovarli, o chi ci è andato e ha voluto rendere pubblico il ricordo, ha scritto sui social qualche riga per la giovane ragazza.
E durante i funerali erano altrettanti i ragazzi che avevano scritto a pennarello sulla maglia una dedica, un messaggio, un abbraccio ad Alessia. "Proteggimi da lassù" recitava il retro della t shirt bianca di uno di loro.
Il terzo intervento risuonato tra le mura della chiesa era quello di un professore delle medie di Nole, che ha parlato a nome di tutto il corpo docente. "Ciao Alessia, l'amore che hai dato alle persone a cui volevi bene lo stai vedendo qua oggi. Queste lacrime sono il ritorno del bene che hai fatto alla gente intorno a te. Le colleghe in questi giorni hanno ricordato quanto fossi brillante e speciale. Ora noi siamo qui, resta tuo padre, tua madre, tuo fratello".
Ed è proprio a lui che il docente si è rivolto: "Francesco, abbiamo pensato di rivolgerci a te. Abbiamo pensato di lasciarti queste parole affinché questo giorno, impregnato di dolore, possa comunque rimanere un appiglio di speranza, al quale tenerti forte per non cadere. L'età che stai vivendo, i tuoi anni, sono già di per sé contornati di grandi cambiamenti che ti stravolgono, ed è fondamentale che tu da oggi non ti faccia sconfiggere. Non ci è dato conoscere i progetti né la finalità della nostra vita, e dunque la nostra unica arma per difenderci dai mali di questo mondo è creare dei sogni per noi stessi ai quali aspirare, e non perdere la volontà di immaginare una realtà più serena. Il tuo appiglio lo troverai proprio nei sogni che vorrai costruire per te e per la tua famiglia. Vogliamo riaffermare qui l'idea che la vita è un'esperienza complessa, in cui non c'è per forza un giusto o uno sbagliato. Io sono sicuro che in ogni passo che compirai da oggi e per sempre tua sorella Alessia sarà con te, ti terrà una mano sulla spalla in ogni momento nel quale rischierai di inciampare. Sarà una presenza silenziosa, ma non per questo meno efficace. Imparerai a riconoscere sfumature nuove della vita, svilupperai una nuova sensibilità d'animo che ti permetterà di sentirla vicina. Vivi i tuoi giorni con lei, e vivi anche un po' i tuoi giorni per lei. Non con il peso della responsabilità, ma con la leggerezza che la tua età sa darti. Non smettere di amare, non chiuderti al mondo, non smettere di sognare e di sorridere. Queste lacrime passeranno. Prenditi il tempo che ti serve per trovare un porto sicuro, e poi immaginati un futuro nuovo, costruito con le tue mani. Siamo tutti sicuri che Alessia ti aiuterà a realizzarlo".
Dopo aver ascoltato le toccanti parole pronunciate per Alessia e per il fratello Francesco, i presenti sono usciti, in attesa che il feretro bianco della ragazza fosse portato fuori sulle note di una canzone. Ad aspettarlo c'era una folla commossa.
Qualcuno, tra cui il fratello Francesco, teneva in mano un mazzo di palloncini. Erano azzurri, alcuni bianchi, altri rosa. Tutti assieme sono volati via nello stesso momento, tra le lacrime di dolore dei parenti. E ogni palloncino era una missiva d'amore per Alessia.
A chiudere la cerimonia di saluto, un corteo di ragazzi, tutti giovanissimi, assieme ai parenti e a qualche altro conoscente. Oppure, semplicemente, qualche cittadino accorso apposta per rendere omaggio a quella ragazza.
Il corteo si è diretto verso il cimitero di Ciriè. La scomparsa di Alessia ha unito un'intera comunità nel dolore. Poco importava che ad assistere a quella cerimonia ci fossero parenti, oppure amici, oppure conoscenti, oppure compagni di scuola.
Tutti hanno partecipato allo stesso evento per lasciare l'ultimo "ciao" a quella ragazza scomparsa così presto. Su Instagram si possono leggere le commoventi e potentissime promesse di amore eterno che Alessia scambiava con Andrea, l'unico sopravvissuto a quel tragico incidente.
Ed è proprio attorno ad Andrea, al fratello Francesco, alla madre Emanuela e al padre Antonello che i presenti hanno voluto stringersi. Per far sentire a chi resta, a chi dovrà portare il peso di quel dolore, che Alessia continuerà a vivere nel ricordo di tutti.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.