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08 Gennaio 2021 - 19:14
Giuseppe Lozito, coordinatore di Italia Viva a Ciriè
CIRIÈ. Ex assessore ed ex capogruppo del Pd con Brizio, consigliere ed ex capogruppo della Margherita con Chiappero. Oggi Giuseppe Lozito coordina Italia Viva, il partito renziano, a Ciriè. Ieri era segretario del Pd, prima lo era della Margherita, prima ancora del Partito Popolare Italiano nato per raccogliere l’eredità della Democrazia Cristiana decomposta insieme alla Prima Repubblica.
Lozito, ha girato tutti i partiti...
Non ho fatto salti particolari (ride ndr). Ho cominciato a fare politica attiva nel Partito Popolare di Martinazzoli e ho semplicemente seguito l’evoluzione dei partiti di centrosinistra fino ad oggi.
Nei giorni scorsi il comunicato stampa congiunto di Italia Viva, Pd e Azione contro la riqualificazione di via Vittorio portata avanti da Devietti. Com’è stato riabbracciare i vecchi compagni del Pd?
Sono persone con cui ho vissuto tutta la mia storia politica, con cui sono abituato a dialogare e con cui ho familiarità nei ragionamenti. Ho sempre mantenuto i contatti con loro, da quando ho lasciato il partito, non è stato un momento da “Carràmba! Che sorpresa”. Siamo sempre buoni amici, poi a volte ci si rincontra sulla strada della politica.
I tre partiti di centrosinistra hanno già un accordo in vista delle elezioni?
Al momento no, c’è stata semplicemente l’occasione di trovare una posizione condivisa sul centro storico. Potrebbero però poi esserci incontri per valutare altri ragionamenti, ma allo stato attuale non ne abbiamo fatti.
Personalmente vedrebbe bene Italia Viva in una di coalizione centrosinistra a Ciriè?
Bisogna capire cosa uno vuole fare, incontrarsi sul programma, sulle idee. Poi le alleanze nascono di conseguenza. Certo per noi è più facile dialogare con il Pd piuttosto che con la Lega o i 5 Stelle. Ma prima ragioniamo sulle idee, possibili alleanze nascono da lì.
Non dialogherebbe con il Movimento 5 Stelle?
A prescindere non chiudo la porta a nessuno, anche se sicuramente avrei difficoltà a fare un’alleanza con il centrodestra, è all’opposto della mia visione della politica. A Ciriè i 5 Stelle sono comparsi alle scorse elezioni poi, a parte il consigliere Silvestro, non è che li abbia visti così presenti. Io comunque Silvestro lo conosco da quando era un ragazzo, direi che non ho difficoltà a dialogare con lui.
D’altronde a livello nazionale fate parte della stessa maggioranza di governo. Almeno per ora, fino a prova contraria...
Già, fino a prova contraria (ride ndr).
Quale ruolo vuole giocare Italia Viva alle prossime elezioni?
Noi siamo un partito giovane, appena nato, che sta tentando lentamente di crescere politicamente e nei numeri. Non abbiamo in questo momento ambizioni particolari per alcun ruolo, vogliamo solo mettere al servizio della città le nostre buone idee.
Presenterete una vostra lista?
Ci ragioniamo, se presentare una lista oppure se trovare un accordo con altre realtà presenti sul territorio e unire le forze per formare una lista.
Oltre a lei, quali sono attualmente i volti di Italia Viva a Ciriè?
Al momento siamo io e Valeria Astegiano, la quale però sta seguendo di più le vicende lanzesi.
Puntate a crescere nei prossimi mesi?
Lo speriamo, certo. Diciamo che questo non è il momento migliore per far crescere una forza politica. Ci sono poche occasioni per incontrarsi e farci conoscere dalle persone, in questa fase è molto complicato.
Come sembra abbia amministrato la Devietti in questi quattro anni e mezzo?
Ho apprezzato alcune cose, altre meno, soprattutto nell’ultimo periodo ed in primis sul tema della ferrovia.
Cosa non le è piaciuto?
Tutti abbiamo sempre puntato a Ciriè stazione porta, è fondamentale che lo sia per dare significato a questo asse ferroviario, che altrimenti si fermerebbe all’aeroporto.
E allora cos’è che non va?
Non sono d’accordo sulla soluzione del sottopasso, ritengo non sia la strada giusto e penso che potrebbe creare molte difficoltà dal punto di vista viario. Avrei certo preferito soluzioni diverse.
Quali?
Certo non l’interramento completo dell’asse ferroviario, che rimane un sogno irrealizzabile dal punto di vista economico, ma ad esempio si poteva pensare di trasferire la stazione più a valle nella zona tra Ciriè e San Maurizio. Avrebbe permesso di ottenere la stazione porta ma tenendo aperti i passaggi a livello, mentre col sottopasso sarà chiuso il passaggio in via Biaune. Inoltre bisogna pensare ad uno spazio di interscambio ferro-gomma e francamente non ho capito dove pensino di attestarlo.
Loredana Devietti è un buon sindaco?
Non nascondo di averle fatto anche personalmente i miei complimenti per il suo operato, in alcune occasioni. Inoltre è un sindaco certamente molto presente. Il problema è la mancanza di idee di sviluppo per il futuro della città. Anche per quanto riguarda l’ultimo anno mi sembra che la gestione dell’emergenza sanitaria non sia stata così brillante. Forse si sarebbe potuto coinvolgere maggiormente i medici sulla vaccinazione antinfluenzale, forse si poteva convincere l’AslTo4 ad un maggiore tracciamento che poteva permettere di tenere aperte le scuole...
Ma si tratta di aspetti legati al governo regionale e nazionale, che ne può Devietti?
Io posso dire che Ciriè è una città che ha superato i 300 positivi, e ora stenta a scendere sotto i 100. Forse, ecco, una campagna di tracciamento avrebbe aiutato...
Che voto le darebbe?
Non mi piace mai tantissimo giudicare in questo modo, ma devo dire che le darei un 6.5. Le sue capacità sono note da tempo, non solo per il suo ruolo da sindaco. Tutti sappiamo che quando Loredana si mette in testa una cosa allora la fa. Il grosso problema è forse che è stata lasciata un po’ sola.
Cosa pensa della sua squadra? Che voto le darebbe?
Sicuramente un buon voto a Buratto, che cerca sempre di intervenire, gira molto per la città, si dà da fare per capire cosa sia possibile fare. Per quanto riguarda il resto della giunta, ho invece fatto molta difficoltà a comprendere cosa stessero facendo. Devietti è in difficoltà proprio perché ha dovuto sopperire alle carenze di chi le sta intorno.
Darebbe la sua disponibilità a candidarsi a sindaco?
Italia Viva parteciperà ad un processo di costruzione di un programma, poi l’interprete lo cercheremo tutti quanti assieme.
Personalmente le piacerebbe?
Non ci ho pensato, francamente.
Ma si figuri…
Non ho mai vissuto la politica in questo modo. Non sono uno che si auto-candida, non l’ho mai fatto. Ho sempre partecipato alla stesura dei programmi, al confronto delle idee, cercando di dare ciò che potevo. Quando mi è stato chiesto di assumere ruoli di responsabilità, mi sono sempre dimostrato disponibile. Non ho mai battuto i pugni sul tavolo dicendo: “Adesso tocca me”. Un progetto politico si costruisce insieme ed anche la scelta del candidato sindaco sarà il risultato di un più ampio processo di condivisione.
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