Cerca

Un ciriacese protagonista degli scontri all'Università di Torino

Un ciriacese protagonista degli scontri di giovedì scorso al Campus Luigi Einaudi dell’Università di Torino. Andrea Montalbano, 23 anni, militante a Ciriè di Fratelli d’Italia, è il presidente del Fuan, il Fronte Universitario d’Azione Nazionale, associazione universitaria vicina al partito di Giorgia Meloni. Montalbano era tra i ragazzi, una decina, che hanno dato vita ad un volantinaggio di protesta contro il convegno  “Fascismo, colonialismo, foibe e uso politico della memoria”, promosso dall’Anpi e dal Comitato Mamme in Piazza per la Libertà di Dissenso, con la presenza di Moni Ovadia e Stojan Spetic. I militanti del Fuan, Montalbano in prima linea, hanno appeso lo striscione “La verità non si infoiba” e si sono messi a consegnare volantini di contestazione del convegno.  «Un evento negazionista e giustificazionista sul tema delle foibe e dei crimini di Tito - punta il dito il ciriacese -. Il nostro volantinaggio è stato organizzato per chiedere all’Università di Torino di prendere una posizione in merito al convegno e come mai non fosse stato negato il permesso fin dal principio».

Ad un certo punto si sono presentati una quarantina di ragazzi del Collettivo Universitario Autonomo, associazione di estrema sinistra legata ad Askatasuna. «Hanno iniziato ad insultarci, a provocarci, a minacciarci, dicendoci che non dovevamo farci vedere all’Università - prosegue Montalbano -. Dopo un’ora e mezza, finito il volantinaggio, per evitare scontri e visto che la situazione si stava facendo calda abbiamo deciso di andarcene via. In quel momento un membro del CUA si è slegato del gruppo e ha aggredito fisicamente un nostro militante, tirandogli un calcio».

In quel momento è intervenuta la polizia per riportare l’ordine. «Noi ce ne siamo andati via e successivamente ci sono stati scontri tra i collettivi di sinistra e la polizia - aggiunge il ciriacese -. Gli universitari di estrema sinistra sono entrati nella nostra auletta, dedicata a Paolo Borsellino, che ci è stata assegnata per la rappresentanza studentesca e che utilizziamo anche come aula studio. Hanno sfondato la porta e hanno messo l’aula sottosopra. Ora chiediamo che l’Università prenda una posizione, dev’essere garantita la legalità».

Gli scontri tra militanti di destra e sinistra all’Università di Torino non sono quotidiani ma quasi.

In uno di questi, a fine novembre 2015, era rimasto ferito anche il consigliere comunale di Ciriè Davide D’Agostino, intervenuto al Campus Einaudi per dare sostegno al Fuan dopo che alcuni facinorosi avevano assaltato l’auletta dedicata a Borsellino.

«I momenti di tensione ci sono praticamente sempre, ma non si arriva ogni volta ad uno scontro fisico come giovedì. Noi ci atteniamo alle proteste democratiche, di certo non tiriamo calci a destra e a manca. Detto questo, le nostre attività non si fermano certamente qui. Ormai ho una certa esperienza, non è il mio primo volantinaggio, e l’adrenalina che provi in questi momenti ti aiuta a superare difficoltà come questa. Ora aspettiamo che la giustizia faccia il suo corso».

Negli scontri sono rimasti feriti tre operatori della Digos, uno del Commissariato e due guardie giurate. In manette sono finiti un militante 23enne del centro sociale torinese Askatasuna, B.P.M., un anarchico milanese coetaneo, già denunciato lo scorso marzo per una manifestazione antagonista a Torino, e una studentessa romana di 27 anni. Quindici i denunciati tra antagonisti e anarchici per i reati di resistenza, lesione e danneggiamento aggravato. Tra questi anche un uomo già arrestato dalla Digos di Torino in occasione dell’operazione Scintilla, che nel febbraio dello scorso anno portò allo sgombero dell’asilo occupato di via Alessandria. Uno degli agenti della Digos feriti ha riportato una prognosi di trenta giorni.

Nelle ore successive la situazione non si è tranquillizzata. Per protestare contro gli arresti gli universitari di estrema sinistra hanno sfilato in corteo con lo striscione “Nessuno spazio a fascisti e polizia”. Il giorno successivo hanno occupato la Palazzina Einaudi dell'Università di Torino.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori