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CIRIE'. L’usato, un fenomeno... che non risparmia Ciriè!

CIRIE'. L’usato, un fenomeno... che non risparmia Ciriè!

Usato. E ti si apre un mondo.

Quello  di nicchia riservato a cultori, estimatori ed intenditori. Quello di settore  che recluta appassionati sensibili al peggio e quadrilateri di città  disposti a passerelle di giornate intere,  solo per  lui. Quello “che è già stato adoperato” ma è comunque sicuro e garantito e l’altro che nell’opinione dei molti è usato=povero. Quello di “ciò che non è più nuovo” ma riciclabile perché così ne giova l’ambiente, la salute e le tasche. C’è l’usato “vissuto”  ma ad ogni buon conto gli anni non li dimostra. Quello datato, per cui studiosi, teologi ed umanisti  hanno lasciato sul campo diottrie ed inchiostro e  quello modaiolo che si pronuncia “vintage”, perché in fondo: la pelliccia non la usavano anche  i cavernicoli?  Quello dell’estero  dove comprare e vendere l’usato  è consuetudine ormai granitica. Quello che ingombra le cantine e i magazzini e quello buono che serve a fare beneficenza. Quello che si riusa così non ne avvantaggiano le discariche e quello messo in vendita dopo essere stato usato, talmente poco, da sembrare nuovo.

Usato. E Ciriè non ne esce indenne con due punti vendita per bambini da 0 a 12 anni: “Secondamanina” mercatino usato bimbi di via Vittorio Emanuele e “Baby Boom” le baby boutiques dell’usato di via Paolo Braccini.

Da Giarnera a “Baby Room”

Con la Baby Room, la boutique dell’usato per bambini, è stato un colpo di fulmine. Dalla macchina aveva sbirciato nelle vetrine e aveva realizzato con un tuffo al cuore che era quella giusta per lei. Un amore a prima vista per  Sabrina Giarnera al quale ha riservato energie e risorse: un nuovo quotidiano per lei e la sua famiglia,  la scelta ragionata di una nuova attività d’impresa dopo gli anni di lavoro seguiti alla sua laurea di Giurisprudenza,  ai quali per motivi familiari, aveva  dovuto porre un fermo. E il coraggio tutto da inventare per fare fronte pieno ad una singolare avventura.  Le vetrine colorate e straordinariamente invitanti del suo baby atelier   si propongono ai passanti dal Luglio 2017 anche se il marchio nello specifico a Ciriè ha fatto il suo ingresso nel 2011.

L’usato 0-12 firmato, ricambia?

Direi di sì  La mia sensazione è che il questo settore nello specifico stia progredendo a grandi passi. In particolare lo riscontro nelle vendite dell’usato che grazie alle nuove mentalità e  ai nuovi comportamenti si sta avviando a quella normalità raggiunta ormai da molti anni all’estero.

Negli acquisti?

Il discorso varia. Risente ancora della vecchia  regola di pensiero :usato=povero che non incoraggia all’acquisto ed inoltre anche di retaggi  culturali e comportamentali.

Un’attività che richiede molto impegno.

Molto di più di quanto si immagini. Oltre alle ore di apertura al pubblico ne riservo altre che gestisco a casa alla vetrina on line e a Facebook .

Con risultati?

Che vanno  a periodi, a  volte a giornate.

A Ciriè...

Pochi i venditori ed altrettanto gli acquirenti. Lavoro bene con dintorni e comuni limitrofi.

Consigli incentivanti alle vendite?

Senza ricordare gli aspetti etici, sociali ed ambientali a cui possono far bene , direi: abbandonare l’idea che vendere  le cose usate dei propri bambini sia prerogativa dei genitori più bisognosi. Considerare al contrario che è un buon modo per garantire la copertura alle loro future necessità: un corso in piscina non può essere comprato usato!  Lo stesso vale per gli acquisti.

Da Ghiazza a “Secondamanina”

Il suo Secondamanina mercatino usato bimbi è anche un po’ ma solo un po’, del  marito di professione architetto. Ha aperto i battenti a Ciriè nel 2014,  provocando una scossa alla mitologia dell’ordinario giornaliero della via centrale: quella dei portici antichi, dei negozi  di marca, del passeggio obbligato dei residenti.  I primi tempi  stupiva i clienti per la pulizia e l’ordine- confessa la titolare Federica Ghiazza - l’idea che un negozio dell’usato non si distinguesse in questo senso era opinione  che sembrava abbastanza diffusa”.

Poi?

Le cose in modo graduale sono cambiate. Molti fattori  hanno contribuito in tal senso: visioni più ampie dei nuovi sistemi di vita,  convinzioni legate ai temi sulla sostenibilità, riflessioni economiche legate alla cura e al rispetto dell’ambiente, scelte più responsabili  a sostegno  di un oggettivo bisogno economico.

Ed è successo?

Che la tendenza si è orientata al riutilizzo, al non spreco , al non permettere che tutto vada a finire in discarica. Che è ’ in fondo quello che si ripropone anche la nostra rete commerciale:” dare una seconda vita a tutto ciò che appartiene al mondo dell’infanzia risparmiando e rispettando l’ambiente”

Ciriè è virtuosa in questo senso?

La Città e i comuni circostanti hanno aumentato in buona misura il loro interesse per il settore dell’usato  che  a mio parere si sta avviando verso un cambiamento del pensiero e della filosofia dell’acquisto oltre che ad una sua specializzazione. Capita a volte che le richieste della mia clientela si dirigano ad articoli che ho difficoltà ad acquisire: rimedio proponendone di nuovi.

Attrezzature sempre più sofisticate, abbigliamento sempre più tecnico e i giocattoli?

Molti quelli in sofferenza a causa della tecnologia. Tengono il passo solo i giochi di società.

E a proposito: la sua vetrina on line?

Una comoda e valida alternativa  all’acquisto nella bottega tradizionale. La mia ovviamente. 

Un fenomeno in espansione

Sono negozi in franchising che applicano la formula del conto vendita,  dislocati in tutto il territorio nazionale, in cui  si possono vendere ed acquistare, anche on line,  attrezzature, giochi e abbigliamento per bambini.. Le  Baby Boom  si occupano anche dell’usato per le future mamme.

Prontuario di funzionamento per gli interessati alla vendita

Il potenziale venditore deve fissare un appuntamento( nelle Baby Room non è obbligatorio),  per la selezione e il ritiro degli articoli che è subordinata al buono stato degli stessi:  giochi ed attrezzature devono essere  di marca, senza ammaccature o parti macanti,  a norma e dove richiesto, forniti di bollini di omologazione e certificazione internazionale. L’abbigliamento deve essere lavato, stirato ed integro e viene ritirato stagionalmente: a settembre i capi dell’autunno-inverno, a novembre l’ abbigliamento e le attrezzature da neve, a gennaio  i costumi di Carnevale, a Marzo i capi di primavera-estate, a  maggio i capi e le attrezzature da mare. Alla registrazione anagrafica( documento di identità e Codice Fiscale)  segue la consegna  al venditore di una card personale di riconoscimento. Il prezzo di vendita viene concordato: indicativamente il 50% rispetto a quello di vendita dell’articolo nuovo. Gli articoli vengono poi etichettati ed esposti per un minimo di 60 giorni, trascorsi i quali( previa valutazione degli accordi  posti in essere  tra le parti), se invenduti,  progressivamente  scontati. Alla comunicazione attraverso mail o sms degli articoli venduti, segue il ritiro del rimborso nel punto vendita( a seconda della categoria di prodotto a patire dal 50% del prezzo di vendita)  Gli articoli invenduti, se non ritirati o se concordato tra le parti, saranno donati ad associazioni ONLUS.

Prontuario di convincimento per gli interessati agli acquisti

Oltre al prezzo degli articoli che permette un risparmio considerevole, i potenziali acquirenti devono valutare le evidenti positività che produce questo fenomeno in perseverante diffusione: nuova imprenditorialità e posti di lavoro, sostegno alla filiera virtuosa del riciclo, supporto alla tutela dell’ambiente e allo sviluppo dell’economia. Infine e non per ultimo l’appoggio alla filosofia dello scambio e della condivisione.

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