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07 Luglio 2016 - 01:37
Bene, chiudiamo gli occhi e cominciamo il nostro viaggio affascinante nella Storia, che fonderemo con la ballata popolare, le storie del Filò che una volta si raccontavano attorno al fuoco o nelle stalle. Storie spesso inventate ed altre volte prese dalla realtà (come in questo caso!), storie spesso di sangue (come in questo caso!).
Intanto ricordiamo che l’arcipelago è composto da due isole (più piccoli lembi di terra affiorante) dove si trovano il Castello Malpaga (un tempo rifugio dei Mazzarditi) e la Rocca Vitaliana.
Cominciamo parlando dei fratelli Mazzardi, detti Mazzarditi. E chi erano costoro?
Ai tempi a Cannobio vi era un'aspra contesa fra Guelfi e Ghibellini: fra la fine del 1403 e gli inizi del 1404 i Mazzardi si impossessarono del palazzo del pretorio di Cannobio, invasero Cannero, si impadronirono della Malpaga dalla quale per diversi anni compirono incursioni lungo l'intero Verbano senza disdegnare l'utilizzo di metodi violenti, allo scopo di crearsi una sorta di piccolo "stato privato".
Nel 1412 divenne duca di Milano Filippo Maria Visconti. Nel 1414, dando seguito alle suppliche degli abitanti del litorale, Filippo Maria inviò un esercito di 500 uomini, guidato da Giovanni Lonati per sconfiggere i Mazzarditi.
La Malpaga, dopo un breve assedio, venne rasa al suolo (rimangono alcuni suggestivi ruderi) e i Mazzarditi presero la strada dell'esilio, al pari dei castellani di Valtravaglia, i Franchignoni, che in modo analogo avevano approfittato della debolezza dello Stato centrale per crearsi un dominio analogo a quello Mazzardo.
Il feudo cannobiese venne concesso (1441) a Vitaliano I Borromeo passato in eredità al figlio Filippo, poi a Giovanni III (detto "il Giusto"), indi ai figli di questi, Giberto, Camillo, Ludovico, Francesco, il possesso comprese anche il piccolo arcipelago in cui era sorto il presidio fortificato dei cinque Mazzardi.
Nel 1519 Lodovico Borromeo fece costruire lì una rocca, la Vitaliana (in onore della famiglia padovana capostipite dei Borromeo).
Dopo la morte di Lodovico la rocca fu progressivamente abbandonata a sé stessa, la vicinanza con la riva la rendeva difficilmente difendibile.
Nel corso degli anni questi edifici abbandonati divennero sede di briganti, falsari e dei celebri Pirati del Lago che, nel corso del tempo, hanno dato adito ad una leggenda (con fondo di verità) raccontata nei Filò.
Si mormora che questi pirati fossero sanguinari e compissero omicidi e saccheggi lungo tutto il litorale. Se quella è la parte reale la parte immaginaria riguarda i fantasmi delle Spose del Lago che cercano i loro mariti uccisi barbaramente e vagano nella notte sulle rive dello specchio d’acqua. Occhio… le potreste ancora incontrare!!!
Disegno a bozzetto con la Tinca nei pressi dell'Arcipelago di Cannero. Dipinto facente parte del ciclo di quadri "Fantasmi d'amore" rappresentanti alcuni Filò della zona.
Un murales rappresentante la location dei Castelli di Cannero nel film LA STANZA DEL VESCOVO.
Una scena del film LA STANZA DEL VESCOVO (1977) di Dino Risi.
La Tinca, location mobile de LA STANZA DEL VESCOVO.Edicola digitale
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