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Deposito nazionale per il materiale radioattivo, "Io mi Rifiuto" invita alla prudenza

Deposito nazionale per il materiale radioattivo, "Io mi Rifiuto" invita alla prudenza
Deposito nazionale per il materiale radioattivo, "Io mi Rifiuto" invita alla prudenza. Nei giorni scorsi il sito internet L’Essenziale ha pubblicato quella che dovrebbe essere “la bozza inviata a marzo dalla Sogin al Ministero della Transizione ecologica”: una mappa - non ufficiale, ma verosimile - datata maggio 2022 in cui i siti “idonei” ad ospitare il deposito nazionale per il materiale radioattivo si sono ridotti a 58.

In Piemonte - se questa fosse davvero la versione definitiva della Cnapi - sarebbero stati espunti i due siti “potenzialmente idonei” che erano stati individuati in provincia di Torino: quello di Carmagnola (To-7)e quello di Mazzè-Caluso-Rondissone (To-10).

Sono state davvero depennate? Dal Ministero della Transizione ecologica smentiscono: "L’istruttoria è ancora in corso", e il ministro Roberto Cingolani ha dichiarato che "la pubblicazione della Cnai avverrà a dicembre".

Intanto, nel chivassese la notizia non poteva che provocare una valanga di reazioni. All'entusiasmo di chi brinda già al risultato raggiunto, c'è chi frena e predica prudenza.

Come gli attivisti del comitato "Io mi Rifiuto", da sempre in prima linea nella battaglia per depennare la To-10 dall'elenco dei siti papabili.

"Quale sarebbe la fonte della testata che ha pubblicato la carta CNAI? E’ veramente la mappa inviata da Sogin ai Ministeri e ISIN oppure no - domandano, in una nota stampa, gli attivisti di "Io mi Rifiuto" -.  Infatti mesi fa Fontana diceva: “Sulla possibilità di accesso al documento della Cnai, il MiTE ha ricevuto più richieste. La Sogin ha informato il ministero accogliendo le istanze secondo limiti e motivazioni esposte. Al termine del procedimento di istruttoria verrà pubblicata la versione definitiva della Cnai sui siti dei ministeri concertanti, della Sogin e dell’Isin”. La carta è stata inviata ufficialmente da Sogin a metà marzo 2022, ma la mappa che  è stata pubblicata dalla testata giornalistica riporta la data di maggio 2022. Possiamo quindi ipotizzare che si tratti della versione revisionata da Sogin dopo la richiesta di integrazioni inviata poi a giugno 2022 per ottenere il parere tecnico di ISIN che avrebbe dovuto esprimersi entro il mese di agosto e del quale ovviamente non sappiamo nulla! Se così non fosse, avremmo di fronte un falso mal riuscito".

"I siti indicati erano 67 - prosegue il comunicato -. Nel nuovo documento sono 58, sparsi in 5 regioni: in realtà sulla carta le aree sono 57 e non 58, sparse in 6 regioni e non 5, esattamente come diceva il Ministro Cingolani ad aprile in Parlamento parlando della Cnapi. L'iter di validazione e pubblicazione della carta, a quanto ne sappiamo, salvo smentite, si conclude con la pubblicazione  sui siti dei ministeri concertanti, della Sogin e dell’Isin. Da una breve ricerca odierna, non ci pare che i siti dei Ministeri competenti, ISIN, Sogin abbiano pubblicato la CNAI, se invece ci fosse sfuggito gradiremmo che qualcuno gentilmente ce lo segnalasse. Visto quanto sopra, ci pare che la notizia che sta rimbalzando in queste ore su siti e giornali, per quanto possa essere verosimile, sia tutto meno che ufficiale! Se non è ufficiale allora noi preferiamo essere cauti e attendere che lo diventi con la pubblicazione sui siti dei Ministeri a seguito della firma e della protocollazione dei relativi documenti".

"Da quel 5 gennaio 2021 in cui fu pubblicata la Cnapi abbiamo messo troppa anima, gambe, testa e cuore nel provare a spiegare a Sogin che sbagliava, motivandolo tecnicamente al fianco dei Comuni e degli Enti che si sono sempre spesi ed adoperati per dimostrare le nostre ragioni. C'e' stato tanto lavoro dietro e non vogliamo ancora commentare notizie che non sono per nulla ufficiali, anzi!", conclude la nota.

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