Tutte le volte che s’è fatta una riorganizzazione della sanità per fare economie di scala è successo l’esatto contrario. Son raddoppiati il numero di direttori sanitari e amministrativi, i reparti, i primari. Questa volta sarà diverso. Sulla carta di dirigenti se ne aggiungerà solo uno. E sarà una sorta di “direttore dei direttori”, un super direttore a capo di tutto il sistema, un avanger.
E’ già tutto pianificato.
Tra qualche giorno sarà pronto il piano delle attività. A settembre si definiranno gli acquisti di beni e di servizi. Aottobre si sottoscriveranno i contratti con i soggetti erogatori e a dicembre si partirà ufficialmente.
Sono le principali tappe dell’Azienda Zero, ente intermedio tra la Regione e le Asl di cui il Piemonte si sta dotando uniformandosi ad altre regioni d’Italia. C’è chi dice e sostiene che l’Azienda Zero servirà a dare maggiore efficacia, efficienza e controllo alla sanità piemontese, centralizzando spese, gare, sistemi di prenotazione e unificando servizi come il 112, il 118 e la telemedicina.
A illustrare il cronoprogramma operativo, la scorsa settimana, nell’aula multimediale dell’assessorato alla Sanità, c’erano il presidente Alberto Cirio, l’assessore regionale Luigi Icardi e Carlo Picco direttore della Città della salute. In prima fila i direttori generali delle Asl piemontesi.
La giunta ha già assegnato al nuovo ente 1 milione di euro per il 2022. La “testa” dell’Azienda Zero sarà a Torino, ma una serie di dipartimenti saranno dislocati nelle varie sedi delle aziende sanitarie piemontesi, anche per attingere alle risorse dei territori.“Azienda Zero - ha spiegato Icardi - nasce per un’esigenza di coordinamento anche gestionale di tutte le Asl del Piemonte. C’è la necessità di un’uniformità e di un’omologazione tra le aziende sanitarie, oltre che di una parità di trattamento tra tutti i cittadini piemontesi. Efficientamento, acquisti e gestione dei servizi come il 118 vengono riportate ad un livello regionale, mentre prima erano frammentate sul territorio”.
Per Cirio bisogna superare “l’autonomia delle aziende degli ospedali del Piemonte, diventata quasi una sorta di anarchia: questa è una debolezza della nostra sanità emersa con la pandemia. Mancava una linea di controllo da parte della Regione sulle spese e sui servizi. Ecco il perché dell’Azienda Zero”.
Una tredicesima Asl, in aggiunta alle 12 esistenti e a 6 aziende ospedaliere, per una popolazione di 4,2 milioni di persone. Una necessità inderogabile o una sovrastruttura che rischia di appesantire il sistema, invece di snellirlo? Inutile chiederselo.
A coordinare il nuovo ente sarà Carlo Picco che per la cronaca, non avendo più tempo di occuparsi della “Città della salute” di Torino di cui è “direttore generale”, avrebbe già chiesto e ottenuto di essere sostituito in quella posizione dall’attuale direttore generale dell’Asl To4 Stefano Stefano Scarpetta che avrebbe detto “sì! senza pensarci un minuto di troppo. Chi conosce Picco sa che Scarpetta sarà un direttore di facciata, uno “Yes Man”, una specie di segretario. Sta bene a lui (s’intende a Scarpetta... e sta bene a tutti!)
E all’Asl To4?
Zitti zitti, quatti quatti, quelli del centrodestra, che governano in Regione, si sarebbero già messi al lavoro per cercare un sostituto. Si vocifera che possa essere Flavio Boraso, una scelta obbligata per un’Asl che, nelle condizioni in cui si trova non riuscirebbe più a sopportare una gestione pressapochista sia da un punto di vista finanziario che sanitario.
La verità è che tutta la faccenda dell’Azienda Zero sta letteralmente passando sulla testa dei sindaci. Non tutti lo sanno, ma quelli che si sono interessati o ne hanno sentito parlare, non sembrano particolarmente interessati. Solo un tiepido accenno del sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca in una lettera in cui richiede al primo cittadino di Ivrea Stefano Sertoli la convocazione urgente della conferenza dell’Asl To4. Staremo a vedere.
l.l.m
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