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ASL TO4. I carabinieri del Nas di Torino a caccia dei furbetti del vaccino anti-Covid

La scorsa settimana si era sparsa la voce che tra i vaccinati dell’Asl To4 si fossero imbucati alcuni “raccomandati”. Niente di cui stupirsi, considerando che siamo in Italia. Tra gli altri un paio di consulenti dell’ospedale di Settimo, di proprietà di SAAPA SPA, senza alcun rapporto diretto con la struttura. SAAPA gestisce in convenzione, per conto dell’Asl To4 e dell’ASL Città di Torino, quasi 300 posti letto per malati in lungodegenza, in fase riabilitativa e, da quando è scoppiata la pandemia, anche malati Covid di bassa e media intensità.  E sempre a Settimo si registrava la vaccinazione del consulente Ferdinando Ventriglia, recentemente incaricato alla “comunicazione” dal neo amministratore Alessandro Rossi.  Bene. La notizia di oggi è questa: i carabinieri del Nas di Torino stanno svolgendo alcuni accertamenti, in tuta la Regione, sui “furbetti” del vaccino anti Covid In verità le linee guida tracciate dalla direzione generale erano state molto chiare. Per la prima fase erano state individuate alcune categorie in via prioritaria e tra queste gli operatori dell’Asl (come i medici di famiglia, i pediatri di libera scelta, gli specialisti ambulatoriali); gli operatori delle strutture sanitarie private accreditate; i dipendenti di ditte aggiudicatarie di appalti dell’Asl, i dipendenti e i volontari di associazioni che si occupano del trasporto degli infermi, tutti gli ospiti e il personale delle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) e delle RA (Residenze Assistenziali). Nelle fasi successive si sarebbe dovuta effettuare la somministrazione alle persone di età avanzata, ai soggetti affetti da patologie croniche-degenerative e alle categorie appartenenti ai servizi essenziali (come gli insegnanti e il personale scolastico e le forze dell’ordine), fino ad arrivare a offrire la vaccinazione a tutta la popolazione entro la fine del 2021. In ogni caso prima di tutto si sarebbero dovuti vaccinare dottori e infermieri  che hanno un rischio più elevato di essere esposti all’infezione da SARS-CoV-2 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili. Sapere oggi che ce ne sono molti ancora in attesa, ma si è vaccinato qualche “raccomandato” è qualcosa che fa gridare vendetta al cospetto di Dio e magari pure di fronte ad un tribunale. Della vicenda se ne è parlato anche in consiglio regionale. “Abbiamo chiesto all’assessore regionale alla sanità Icardi di fare chiarezza sui metodi di somministrazione dei vaccini presso l’ASL To 4 – commentava il capogruppo dei cinquestelle Sean Sacco – In particolare deve chiarire la posizione sui presunti “raccomandati” che avrebbero goduto di una corsia preferenziale per ricevere, prima di medici ed infermieri, il vaccino Pfizer.  E’ davvero accaduto qualcosa del genere nell’Asl To4?” Che poi Sacco voleva anche capire  se la somministrazione di vaccini al personale non medico fosse dovuta ad una precisa scelta da parte della dirigenza dell’ASL, oppure dalla necessità di effettuare un vaccino in seguito all’assenza della persona designata.  Risposta di Icardi?  “Tutto regolare...” Risposta dell’Asl To4? Sotto certi punti di vista ingarbugliata. Pare che esistano delle corrispondenze (non pubbliche) della Regione a tutte le Asl in cui si fa riferimento a  collaboratori, informatori, fornitori e consulenti “inquadrati a qualsiasi titolo”. Resta vero che in un piano delle priorità pare un po’ troppo sfrontato che il “consulente” passi davanti ad un medico, salvo si siano dati tutti per irreperibili… 
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