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14 Dicembre 2020 - 12:15
Quattro domande a Vittorio Bevilacqua, commerciante e portavoce del gruppo facebook “Partite Iva Chivasso”.
Da domenica il Piemonte è tornato in zona gialla. E mancano dieci giorni al Natale. Cosa vi aspettate dallo shopping di queste settimane?
E’ un risultato positivo! Tornare in zona gialla significa, prima di tutto, che i sacrifici che abbiamo fatto non sono stati vani e per noi commercianti è una grande opportunità per salvare il Natale.
Ci auguriamo che le persone riacquistino fiducia ed escano dalle loro case per fare un po’ di shopping, per acquistare un pensiero per le persone care, per gli amici. Tutti noi abbiamo bisogno di un pizzico di normalità, di pensare alla serenità del Natale e al significato di questa festa: la Nascita, un momento di grande Festa e noi siamo qui per far sì che sia speciale.
Come sono andate le vendite finora?
Le vendite hanno subito un calo importante: nonostante molte attività siano rimaste aperte le persone non avevano la libertà di muoversi e non venivano a fare acquisti per il timore di essere sanzionati. In questo periodo ha avuto un ruolo importante , per chi ce l’ha, la vendita on line che ha consentito di non chiudere i fatturati a zero.
Il Comune di Chivasso vi sta aiutando per far ripartire il commercio dopo le chiusure?
Da parte mia non c’è stata alcuna percezione reale di aiuto da parte del Comune di Chivasso. La mia, e altre attività con le quali periodicamente mi confronto, non hanno ricevuto alcun supporto economico da parte dell’Amministrazione, i parcheggi blu sono ritornati a pagamento dal 4 dicembre scorso, quindi mi sento di dire ancora una volta che se le nostre Partite Iva vanno avanti è solo grazie alla nostra costante tenacia e ostinazione.
Il cashback rischia di trasformarsi in un piccolo “contentino”. Almeno per queste settimane di debutto. Che ne pensate?
La verità è che, all’ inizio, ho preso molto male questa iniziativa. La vedevo come uno strumento dello Stato per “ficcanasare” ancora una volta e ancora di più nelle nostre tasche per lo più con costi che, ancora una volta gravano sull’esercente.
Ho riflettuto a lungo cercando, soprattutto, di cambiare il punto di vista e ragionare da cliente. Noi siamo commercianti, il cliente è la nostra esistenza, senza consumatori non sopravviviamo. Il nostro cliente deve essere contento di comprare e felice di pagare, meglio se con uno strumento che potrebbe, magari, premiarlo. E se il cliente, sapendo che la mia attività non aderisce al cashback scegliesse un altro negozio o, peggio, grandi realtà dell’ e-commerce? Oggi non possiamo permettercelo, dobbiamo essere realisti e scegliere non con la “pancia” ma con la testa e fare tutto ciò che è meglio per le nostre aziende anche se, a volte, non è il meglio per noi.
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