Daniele Mancin torna alla carica. E lo fa con un esposto all’Ufficio Lavori Pubblici di Palazzo Santa Chiara.
“Ma come si fa a mettere una cabina del metano proprio lì?”. Allarga le braccia, indica e sospira, il pensionato che s’è occupato per una vita intera di sicurezza sul posto di lavoro.
Mancin era salito all’onore delle cronache per aver organizato una raccolta firme portata sulla scrivania del sindaco Claudio Castello un annetto fa.
Dopo anni di promesse, sopralluoghi, speranze mal riposte e aspettative disilluse, il portavoce di via Siccardi chiedeva, senza tanti giri di parole, la realizzazione della pavimentazione fonoassorbente nel tratto della via che conduce in piazza d’Armi, da via Cosola a via Torino.
Già nel 2013 venne avviata una raccolta firme per denunciare la situazione, ai limiti della tollerabilità, peggiorata con l’apertura del Movicentro e il transito degli autobus sulla strada.
Troppo rumore, troppe vibrazioni, troppo inquinamento. Nel 2018 Mancin s’era rifatto nuovamente sotto, visto e considerato che nè Ciuffreda prima, nè Castello poi, avevano preso in seria considerazione il problema. Oggi la questione è rimasta irrisolta. E, anzi, il chivassese è pronto a denunciare un’altra criticità della strada.
“La cabina del gas-metano - inforca Mancin - è posizionata in un punto, adiacente via Siccardi, che la valutazione del piano di sicurezza e coordinamento avrebbe dovuto considerare diversamente. E’ troppo vicina ai mezzi, autovetture e bus, che transitano nella via a velocità ben superiori ai 30 chilometri orari previsti. La protezione della tubazione da tre pollici non esiste. L’armadio contenente la valvola di intercettazione è sul passaggio privato ad uso pubblico, dunque transitato da qualsiasi pedone. Secondo la mia esperienza di coordinatore della sicurezza, non è stato valutato sufficientemente il rischio di impatto con i veicoli, oltre 10 mila al giorno dalle nove del mattino, che sfrecciano ad un metro e mezzo dal cordolo stradale”.
“C’è un pericolo grave ed imminente da valutare - conclude Mancin -. Il Comune deve provvedere a proteggere l’armadio e la tubazione gialla di adduzione del gas metano”.
Chissà se, almeno questa volta, a Palazzo Santa Chiara qualcuno ha intenzione di prendere provvedimento o si lascerà cadere ancora nel vuoto le rimostranze del portavoce della via.
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