Gentile Direttore non è mia abitudine replicare agli articoli che vengono pubblicati sui giornali locali ma, leggendo il pezzo su La Voce di lunedì 4 Novembre relativo all’incontro di verifica sul servizio Provibus D , mi sono sentita obbligata ad inviarLe alcune precisazioni . L’idea di attivare il servizio Provibus D in alternativa al Servizio Buoni Taxi è nata , non tanto dall’esigenza di ridurre i costi relativi a quest’ultimo (già nel Bilancio del 2013 avevamo , comunque, dovuto scegliere di rivolgerli solo alle persone con disabilità uguale o superiore al 90%) ma piuttosto dal desiderio di ottimizzare il budget, (confermato nello stesso importo del 2013 ) fornendo un servizio utilizzabile non solo due volte al mese (due erano i buoni taxi mensili a disposizione degli aventi diritto) ma ogni volta che la persona disabile necessita (o desidera) spostarsi in città. Inoltre da più fonti ci segnalavano un uso improprio dei buoni stessi e quindi era, in ogni caso necessaria una verifica , a fronte di una spesa non indifferente a carico del Comune . Abbiamo, naturalmente, predisposto un questionario che è stato somministrato telefonicamente alle persone titolari di buoni taxi e , supportati dai risultati del questionario, abbiamo immaginato un servizio a chiamata mattutino (dalle 8.30 alle 12.30 ) , gratuito, con un mezzo dotato di pedana per le carrozzine ed attivabile, previa prenotazione anche multipla il giorno prima, dal lunedì al venerdì, organizzando un sistema di fermate dedicate, il più vicino possibile alle abitazioni delle persone disabili. E’, evidentemente, un servizio sperimentale e come tale ha bisogno di un periodo di rodaggio che gli permetta di essere compreso, come opportunità , dai cittadini a cui viene rivolto. Nell’ottica di un confronto ho ritenuto importante convocare coloro a cui avevamo inviato il tesserino già nel mese di Giugno , organizzando due momenti differenziati in base alla vicinanza alla loro abitazione. All’invito, però, pochi hanno aderito quindi ci ripromettiamo di ripetere gli incontri nei prossimi mesi . Come vede, Direttore, l’intento non era quello di eliminare un servizio, tanto meno quello di prendere per il naso i cittadini, ma di offrirlo in un’altra veste (pubblica ) ad un numero maggiore di persone ottimizzando, naturalmente, le risorse: inoltre, sia professionalmente sia personalmente, conosco molto bene e rispetto le difficoltà in cui si dibattono le persone disabili con le loro famiglie e, nel mio piccolo, ho sempre cercato di comportarmi in modo da poter essere risorsa e non ostacolo ai loro bisogni . La ringrazio per l’attenzione.
Annalisa De Col
Assessore Politiche Sociali, Famiglia , Lavoro, Pari Opportunità e Legalità
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