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09 Marzo 2021 - 12:26
La biblioteca di Castiglione
L’eguaglianza, anche di genere, è un principio costituzionale, che cittadini e istituzioni sono chiamati a riaffermare e attuare in ogni occasione possibile.
Ora, sul territorio di Castiglione comunale nessuna via, edificio, o locale sono intitolati a persone di sesso femminile; anche la Biblioteca Comunale della città, che da diversi anni opera a servizio della cittadinanza, a tutt’oggi non è ancora intitolata.
Ed è proprio da qui che, allora, l’amministrazione guidata da Loris Lovera, ha deciso di partire.
“Abbiamo ritenuto necessario - spiega l’amministrazione - quindi dare un segnale forte di cambiamento, dedicando la Biblioteca di Castiglione, nel giorno dell’8 marzo, giornata internazionale della donna, alla memoria di Ada Bursi, una donna legata al nostro territorio che si è distinta per intelligenza, tenacia e caparbietà tra le pioniere dell’emancipazione femminile, una donna tenace che ha saputo andare oltre i pregiudizi dell’epoca nei confronti delle donne che si avvicinavano alle professionalità che venivano considerate unicamente di ambito maschile. In questo modo intendiamo, tramite la simbolica dedica di un luogo di cultura e studio, riconoscere in primo luogo gli altissimi meriti civili e culturali espressi dalla illustre personalità dell’Architetto Ada Bursi all’interno della comunità castiglionese. Più in generale vogliamo dare risalto alla reale condizione femminile attuale e rendere giustizia a moltissime figure che sono state essenziali per la crescita sociale, economica, tecnica, scientifica, intellettuale del nostro paese”.
A questo proposito, sulla pagina Facebook del Comune sarà possibile partecipare, martedì 9 marzo, ad un contest per ricordare le donne che hanno fatto la storia delle arti, delle scienze e del presente.
Su Ada Bursi è infine opportuno ricordare alcuni importanti fatti: Ada si laureò in Architettura presso il Politecnico di Torino, con il quarto punteggio più alto (85/100) e unica donna del suo corso, il 27 ottobre 1938, e superò l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Architetto, prima donna iscritta all’Albo dell’ordine degli Architetti di Torino dopo 41 uomini.
Non poté mai affrontare la carriera accademica in quanto, ai tempi, era unicamente prerogativa maschile. Progettò case per i senzatetto, asili, scuole, colonie.
Nel 1945 fu l’unica donna fondatrice e membro del gruppo architetti moderni torinesi “Giuseppe Pagano” per l’architettura organica. Nell’immediato dopoguerra si cimentò nella progettazione di luoghi-simbolo a ricordo della Resistenza.
Nel 1957 divenne un importante elemento di supporto nell’emancipazione professionale femminile come membro dell’AIDIA (Associazione Italiana Donne Ingegnere e Architetto).
Morì nel 1996 a Castiglione Torinese, ove risiedeva da anni.
Viste le restrizioni a causa dell’emergenza epidemiologica COVID-19 la cerimonia di intitolazione della Biblioteca avverrà al ristabilimento delle necessarie condizioni di sicurezza, in una data da destinarsi.
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